I negozianti: «Soddisfatti ma quanta confusione»

8 Dicembre 2020

Nel centro città ripartono gli acquisti natalizi. Gli esercenti incrociano le dita «Speriamo che la riapertura sia definitiva, sarebbe paradossale un dietrofront»

TERAMO. L'ordinanza del governatore Marco Marsilio ha permesso ieri ai commercianti teramani la riapertura dei loro negozi. La situazione di incertezza sul da farsi è rimasta fino a domenica sera, prima del messaggio chiarificatore del sindaco D'Alberto: l'ordinanza del governatore è e sarà vigente, almeno fino a un'eventuale impugnazione o sospensione da parte del Governo. E quindi, si riapre. I teramani sono tornati per le vie del centro storico per poter fare, finalmente, le prime compere natalizie.
«Finalmente una buona notizia», ha commentato Diego Di Bonaventura, titolare di "Michelino Jeans", «certo, la confusione è stata tanta e ancora adesso non sappiamo come andrà a finire la questione tra Regione e Governo. C'è poca chiarezza e tanta perplessità. Solo domenica sera sul tardi abbiamo saputo della zona arancione, quindi è stato tutto improvviso. Per il momento però ci godiamo la tanto attesa riapertura, nella speranza che sia finalmente definitiva». «Assurdo pensare che fino a domenica sera non sapessimo ancora cosa fare», ha detto Manuel Aceto, del negozio di scarpe Mazzitti, «il messaggio del sindaco poi ha chiarito la situazione. Abbiamo anche una chat con l'assessore Filipponi, che ci ha confermato la possibilità di riaprire, per ora. Ci siamo sentiti anche con gli altri commercianti del centro, addirittura fino alla mezzanotte, e la stragrande maggioranza era pronta per tornare a lavorare. Siamo quindi tutto sommato tranquilli, anche se resta preoccupante che a livello istituzionale la comunicazione sia di questo livello. Ripartiamo però con spirito positivo, anche se ai cittadini ci vorrà qualche giorno per riabituarsi a questa semi - normalità, secondo me». La soddisfazione è grande anche per Tiziano Lattanzi di Sottosopra: «Finalmente ripartiamo, non ce la facevamo più. Dopo le ingenti perdite non vedevamo l'ora di poter ricominciare a lavorare. Sappiamo della situazione tesa tra Regione e Governo, ma ci auguriamo fortemente che ora la riapertura sia definitiva: una nuova chiusura sarebbe assurda. Abbiamo saputo, come tutti, solo ieri della zona arancione e dopo le rassicurazioni del sindaco in tarda serata ci siamo adoperati subito per riaprire il giorno dopo. Siamo felici, soddisfatti e molto carichi, non vedevamo l'ora. Speriamo in una buona risposta dei clienti, anche se già da oggi abbiamo potuto constatare un buon movimento».
Non vedeva l'ora anche Valentina De Iuliis, responsabile di Target: «Sinceramente non capivamo il motivo della chiusura solo per alcuni negozi, non aveva senso visto che noi abbiamo sempre adottato tutte le norme anti-Covid, facevamo entrare solo due clienti alla volta e con le dovute distanze di sicurezza, igienizzandosi le mani all'ingresso. Credo quindi che il nostro negozio sia proprio l'ultimo posto dove poter contrarre facilmente il virus. Finalmente ci danno la possibilità di lavorare. Abbiamo scoperto la notizia domenica sera, dalla televisione. Questo non denota certo una grande chiarezza, ma l'importante è poter tornare a lavorare». La grande incertezza ha lasciato perplessa anche Daniela Ciarrocchi, dell'omonimo negozio d'abbigliamento: «Questa riapertura è avvenuta davvero a sorpresa, visto che ce la aspettavamo tra qualche giorno e non certo da lunedì. Io stessa avrei preferito ripartire dopo mercoledì, dando la possibilità a tutti di organizzarsi con un minimo di criterio. Così invece è avvenuto tutto con zero programmazione, zero rispetto e solo tanta, tanta confusione, a cui purtroppo siamo ormai abituati. Sono un po' amareggiata per il trattamento e per la situazione in generale, ma adesso occorre ripartire cercando di rimediare per quanto possibile al periodo di chiusura. Sempre che la decisione resti questa: sarebbe paradossale cambiare ancora».
Per il momento è soddisfatto anche Daniele Di Battista, del negozio di abbigliamento Madonna: «Approfittiamo della riapertura e delle festività ormai vicine per poter tornare a vendere. Ieri sera abbiamo saputo del passaggio dalla zona rossa all'arancione. Speravamo potesse avvenire qualche giorno fa, il 4 dicembre, poi ci hanno detto il 10 e adesso il 7. Non stiamo capendo nulla, e non siamo i soli a quanto ho sentito. Ora ci adeguiamo, nella speranza che sia l'ultimo stravolgimento delle cose e che si possa tornare a lavorare con moderata tranquillità, sempre nel rispetto delle norme. Per il momento siamo sereni, finalmente».
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