I nonni vigili ci ripensano e oggi tornano in servizio

Riducono l’organico da 15 a 13 e accettano il compenso tagliato dal Comune Il presidente: «Non siamo venali, è doveroso darci un rimborso spese»
TERAMO. Ci hanno ripensato i nonni vigili. Alla fine hanno deciso di accettare l’offerta del Comune e già da oggi torneranno in strada, pronti a sollevare gli agenti della polizia municipale dall'incombenza di presidiare le nove scuole elementari del territorio, così come il sindaco Brucchi aveva disposto martedì per garantire la copertura del servizio dopo il mancato accordo sulle condizioni economiche con l’associazione pensionati Teramum.
I nonni vigili, ridimensionando l’organico da 15 operatori a 13, hanno dato il loro assenso alla somma di 10mila euro (contro gli 11.900 del passato) che il Comune è riuscito a destinare al progetto come forma di rimborso grazie al sostegno della Fondazione Tercas. I pensionati torneranno stamani a vigilare sulla sicurezza dei bimbi al suono della prima campanella ma l'accordo è valido fino al 31 dicembre, dopo questa data le condizioni economiche dovranno essere nuovamente pattuite. Ne sarà sollevato il comando dei vigili urbani per il quale, con un organico di appena 38 agenti, il presidio di nove scuole, e quindi l’utilizzo di almeno altrettanti uomini sottratti ad altre mansioni, avrebbe rappresentato uno sforzo non indifferente. Ieri, del resto, gli automobilisti che circolavano nelle ore di entrata e uscita degli alunni non possono aver notato l’assenza della municipale in luoghi strategici del traffico cittadino, che normalmente vengono presidiati dagli agenti per prevenire ingorghi.
In città c’è chi ha criticato la decisione dei nonni vigili di sospendere il servizio, ritenendo troppo venali le loro motivazioni visto che si tratta di un servizio di utilità sociale. «Niente affatto», sostiene Dino Taraschi, presidente dell’associazione pensionati Teramum, «anche con la somma prevista dal Comune si tratta di un servizio di puro volontariato che svolgiamo con dedizione e che ci impegna dalla mattina presto, visto che rimaniamo a presidiare i plessi dalle 7,30 alle 8,45 circa, fino all’ora di pranzo, dal momento che torniamo sul posto dalle 12,45 circa fino alle 13,30. Gran parte di queste persone», spiega ancora il presidente dei nonni vigili, «si muove la mattina da quartieri periferici e frazioni come Colleatterrato, Colleparco, Villa Vomano, Piano della Lenta per essere puntuale a svolgere il servizio. E’ inaccettabile doverci umiliare come se chiedessimo l’elemosina per una cifra che in fin dei conti non è altro che un rimborso spese». Taraschi spiega infatti che la media netta del compenso di un nonno-vigile è di circa 110-115 euro al mese, non più di 8 euro al giorno. «Non si può definire un compenso», puntualizza, «ma solo il rimborso della benzina per un’attività che svolgiamo volentieri perché ci tiene ‘vigili’, per l’appunto, e che ci dà energia e voglia di alzarci al mattino». (m.d.t.)
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