I nuovi allarmi sono per acqua frane e animali morti nelle stalle

25 Gennaio 2017

Si rompe un’adduttrice sulla costa: a Giulianova disagi e allagamenti nella caserma dei carabinieri Due grossi smottamenti in contrada De Contro a Teramo e a Notaresco, torna la paura a Paduli

TERAMO. Dopo l'emergenza neve e quella elettrica, quest’ultima non ancora superata visto che sono ancora tante le località ancora senza corrente elettrica ormai da una settimana, all’orizzonte se ne profilano ben altre. Si va dall’acqua a quella delle frane ma non si esclude quella sanitaria visto l’alto numero di animali morti nel crollo delle stalle per i tetti appesantiti dalla neve.

Ed è ipotizzando questo scenario che il prefetto Graziella Patrizi è partita nella quotidiana conferenza stampa. «Adesso c'è il problema acqua», ha detto il rappresentante di Governo nella sala operativa allestita nel Parco della scienza, «un problema provocato dai tanti movimenti franosi e potrebbe esserci un'interruzione generalizzata dell'erogazione idrica con la Ruzzo che ci ha presentato un piano per la distribuzione sul territorio delle autobotti».

Come previsto dal presidente della Ruzzo Reti Antonio Forlini all'inizio dell'emergenza maltempo, infatti, al momento dello scioglimento della neve sarebbe iniziato il rischio frane e dunque la rottura delle condotte idriche. Ieri si è verificato il primo grande guasto. Di notte, intorno alle ore 3, proprio davanti alla caserma dei carabinieri di Giulianova, si è rotta una delle due adduttrici che alimentano la costa fino a Martinsicuro.

A distanza di poco tempo si è registrata una seconda rottura, sulla medesima linea, in località Cologna. I lavori di riparazione sono iniziati subito, ma sono piuttosto complessi soprattutto per la rottura di Giulianova. Infatti è avvenuta in corrispondenza della rampa di accesso alla caserma: non a caso si è allagato completamente il garage dei carabinieri. Difficile quindi l'effettuazione dei lavori così vicino alla caserma. Ma per fortuna le adduttrici sono due, quindi la Ruzzo Reti ha aumentato il carico della seconda adduttrice e le interruzioni del servizio idrico sono state limitate. Comunque la zona interessata dai disagi è nei comuni di Roseto, limitatamente alla frazione di Cologna Spiaggia, Giulianova, Tortoreto Lido, Alba Adriatica e Martinsicuro. Proseguono le interruzioni nella fornitura dell’acqua in tutta la zona montana, ma sarà impossibile trovare le rotture e fare i lavori fino a quando la neve è così alta, da qui la richiesta di provvedere con le autobotti.

A proposito di frane, si segnalano i primi movimenti importanti di terreno. Due quelli che si sono evidenziati ieri. Uno a contrada De Contro, vicino al bivio di Mezzanotte. L’altro a Notaresco, dove una strada il cui tappetino era stato rifatto appena qualche mese fa, si è letteralmente “aperta” longitudinalmente a causa di un cedimento del terreno sottostante.

Intanto tornano a lanciare l’allarme gli abitanti di Paduli di Campli, dove alcune abitazioni sono state sgomberate un anno fa in occasione di una precedente frana, ma finora i lavori di messa in sicurezza non sono mai partiti. E adesso con lo scioglimento della neve gli abitanti temono che il resto del paese frani. Non a caso chi ha potuto ha lasciato le case, per sicurezza.

Un'emergenza continua, dunque, in cui, secondo il prefetto «si inserisce anche una possibile emergenza sanitaria per il problema relativo allo smaltimento delle carcasse dei tantissimi animali morti sotto le stalle crollate. Sul territorio teramano ci sono tremila allevamenti e molti sono stati colpiti da questa emergenza».

E a questo proposito il prefetto ha ricordato l’attivazione di un centro di emergenza zootecnica e sanitaria per gestire le conseguenze si sisma e maltempo in collaborazione con l’istituto Zooprofilattico. Inoltre è stato individuato un centro di stoccaggio delle granaglie e dei fieni con l'obiettivodi creare uno spazio nel quale ammassare le donazioni a beneficio degli allevatori rimasti senza scorte di alimenti per gli animali. La struttura individuata è la sede della Protezione civile volontari nell’ex stabilimento Villeroy.(d.p.-a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA