I nuovi scogli non fermano la mareggiata

7 Febbraio 2015

Gli operatori turistici criticano l’efficacia dei lavori anti-erosione. Il sindaco li difende: senza sarebbe stato peggio

MARTINSICURO. I lavori anti-erosione sull’arenile truentino messi subito a dura prova da una violenta mareggiata: le onde sono tornate ad attaccare il lungomare. Si rialzano le proteste degli operatori turistici mentre gli amministratori invitano alla prudenza aspettando il termine dei lavori. «Tre milioni di lavori che si stanno dimostrando inutili: sembra che il problema erosione non accenni a diminuire», critica Gianfranco Cellini, referente locale della Fab-Cna, «se questa è la situazione del nostro litorale come si fa a programmare la stagione balneare? Gli operatori sono allo stremo e questi lavori sembrano far continuare la presa per i fondelli che da anni gli operatori truentini subiscono».

«Forse qualcosa è stato sbagliato», tuona un altro operatore, «il progetto originale prevedeva i lavori anti erosione circoscritti nella zona tra l’approdo e la Casabianca. Negli ultimi tavoli tecnici l’intervento sulle scogliere e sui varchi è stato molto più vasto espandendosi oltre un chilometro verso sud dove la spiaggia ancora esiste e d’estate si raggiungono facilmente gli scogli a piedi e senza nuotare e, quindi, sono inutili i rafforzamenti delle scogliere. Se gli scogli sono gli stessi, la rifioritura delle scogliere nelle zone più a rischio è stata minore del previsto e questi sono i risultati». Nella discussione c’è chi è più ottimista. «Aspettiamo il tempo di assestamento delle nuove scogliere prima di sentenziare la drammaticità della situazione», è il commento di un altro operatore, «dopo tale assestamento si potrà verificare se i lavori anti-erosione daranno i tanto attesi frutti. Di sicuro, servirà un ripascimento di sabbia molto corposo e non basterà la sabbia dragata di fronte all’approdo».

«Se non fossero stati effettuati i lavori anti-erosione l’acqua del mare avrebbe invaso il lungomare», obietta il sindaco Paolo Camaioni, che ieri mattina è stato in continuo contatto con gli uffici regionali, «è stata una mareggiata eccezionale e i lavori fatti hanno contenuto la forza del mare. L’assessore regionale Donato Di Matteo, con cui sono costantemente in contatto, ha detto che gli uffici stanno monitorando la situazione e, se serve, la Regione darà il suo contributo per un massiccio ripascimento di sabbia. Invito gli operatori turistici a mantenere la calma. L’amministrazione monitorizza costantemente la situazione ed i lavori fatti daranno i risultati sperati». «Abbiamo chiesto spiegazioni alla Regione», aggiunge l’assessore al turismo Massimo Corsi «in quanto siamo rimasti colpiti anche noi da questa situazione. In Regione ci hanno assicurato che con i varchi più stretti la forza delle onde a riva sarebbe stata ancora più forte. La cosa che ci hanno garantito è che senza questi lavori l’acqua avrebbe raggiunto la strada. Inoltre la mareggiata non dovrebbe essere accompagnata da fenomeni erosivi. I lavori si chiuderanno col ripascimento morbido e abbiamo chiesto e ottenuto che questo venga fatto in maniera più consistente rispetto agli altri anni».

I punti più colpiti dal mare forza sette sono i soliti: dalla concessione Portofino fino a quella Vallese. Duecento metri di litorale dove l’acqua è tornata ad attaccare il lungomare. Nello chalet Massimo l’acqua è tornata ad erodere le fondamenta ed in alcuni punti ha superato la recinzione di scogli entrando nello spiazzo della concessione. «Hanno rinfoltito le scogliere con grandi pietre e non con scogliere adeguate e questo è il risultato», commenta il concessionario. Nella concessione Vallese le cabine sono delle palafitte, con la forza del mare che ha eroso la sabbia nelle fondamenta della struttura che potrebbe cedere, mentre, in diversi punti della zona centrale del lungomare di Martinsicuro le onde si infrangono sugli scogli messi, da tempo, a salvaguardia della pista ciclabile.

Sandro Di Stanislao

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