I pazienti scrivono alla Lorenzin «Non dimentichi la nostra Ester»

10 Dicembre 2017

Sant’Omero, lettera al ministro della Salute per l’oncologa Pasqualoni uccisa da uno stalker «Era un medico preparato e carico di umanità». Ma l’intitolazione dell’ospedale resta bloccata

SANT’OMERO. Un accorato appello al ministro della salute Beatrice Lorenzin ed ai vertici della Asl di Teramo per chiedere l’intitolazione dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero ad Ester Pasqualoni, l’oncologa uccisa a coltellate da uno stalker proprio nel parcheggio del Val Vibrata”.
E’ quello che arriva dai pazienti e dal personale del reparto di oncologia che usano parole cariche di affetto ed umanità per ricordare il medico. «Tenuto conto che i tempi burocratici non ci consentiranno, a breve, la intitolazione alla dottoressa Pasqualoni dell’ospedale, noi che per ragioni mediche, l’abbiamo conosciuta, vogliamo dare il nostro contributo», si legge nella lettera firmata dai pazienti ed indirizzata al ministro della salute, «affinchè lei ministro possa conoscerla meglio e dirle brevemente che Ester oltre alla sua competenza ti regalava la sua umanità, semplicemente con un sorriso e una stretta di mano facendoti sentire una persona e non un anonimo malato. Dava modo di esporre con serenità domande e ricevere delucidazioni sulle specificità della malattia e delle cure, che non sempre ai più sono comprensibili. Il suo impegno andava ben oltre l’orario di lavoro, perché consapevole che questa malattia continua a manifestarsi, purtroppo, con più frequenza e occorre un impegno sempre maggiore per limitarne i danni».
La lettera dei pazienti, poi, elenca i professionisti del reparto, in particolare i medici Sonia Di Felice, Francesca Fabbri e Valeria Durante ed il personale paramedico che si adopera per sostenere loro e le famiglie. La morte di Ester Pasqualoni, assassinata da Enrico De Luca (l’uomo che da tempo la perseguitava e che successivamente si è suicidato), ha scosso il mondo della sanità teramana e non solo visto che il caso all’epoca rimbalzò anche sulle cronache nazionali. Da qui l’immediato avvio delle procedure per l’intitolazione del presidio sanitario di Sant’Omero, procedure interrotte a causa di un intoppo burocratico. Secondo una legge del 1927, infatti, per intitolare i luoghi pubblici c’è bisogno del nulla osta della prefettura che al momento non c’è ancora. Per questo l’intitolazione, a cui era stata annunciata anche la visita del ministro Lorenzin poi rinviata, è slittata. Ora si attende che l’inghippo si sblocchi e, nel frattempo, l’insegna con il nome del medico ucciso è stata rimossa dalla Asl che va avanti nel progetto. Al suo fianco ora ha anche i pazienti che non hanno mai dimenticato il medico ucciso.
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