I pescatori sul piede di guerra: «Così nuovo stop a settembre»

L’armatore Massi: «Avanti con grandi sacrifici, se continua non ripartiremo dopo il fermo biologico» Il prezzo del carburante è arrivato a 1 euro e 20 al litro: «E le previsioni parlano di altri rincari»
GIULIANOVA. Continua la protesta dei pescatori giuliesi contro il caro gasolio: dopo il fermo biologico, infatti, lo stop potrebbe proseguire anche a settembre. I piccoli aiuti da parte dei governo, assieme ad un lieve ribasso del prezzo del carburante, non hanno soddisfatto i marittimi, che si trovano ormai da oltre dieci mesi in una situazione di costante disagio.
Sull’argomento, in rappresentanza dei pescatori del porto di Giulianova, interviene Giovanni Massi armatore del motopesca Il Faro, con queste parole: «Ci troviamo in una situazione pressoché stazionaria», dichiara Massi, «da circa una settimana, il prezzo del gasolio è leggermente diminuito e ora si attesta a circa ad 1 euro e 20 al litro: si tratta di un piccolo beneficio, ma per noi resta comunque sempre alto quindi proibitivo. Tutto aiuta, ma siamo davvero ancora lontani dalla soluzione del problema». Quindi così continua: «Per senso di responsabilità e per dare continuità al lavoro, oltre che garantire il pesce fresco sui banchi ogni giorno, stiamo continuando ad andare a mare con le unghia e con i denti: tuttavia, la scenario che si prefigura per settembre non lascia ben sperare. Voci di corridoio parlano di aumenti vertiginosi, che investiranno soprattutto il prezzo del carburante: se così davvero sarà è evidente che trascorso il periodo del fermo pesca, che per quest’anno durerà ben 40 giorni, dal 15 agosto al 20 settembre, saremo costretti per forza di cose a fermarci nuovamente. In condizioni proibitive, andare a mare significa rimetterci tempo e denaro». In questi giorni però, i pescatori dello strascico hanno tirato un sospiro di sollievo a causa del tempo, che stavolta ha giocato a loro favore. «Complici le mareggiate», afferma Massi, «in settimana abbiamo avuto un pescato più copioso, prevalentemente composto da merluzzi ma anche da calamari, una rarità perché poco presenti nel nostro mare: non si pescavano da tempo. Tuttavia durante la settimana, ci sono sempre quegli uno o due giorni in cui si prende poco pesce: il prezzo cala, quindi ci si va a rimettere. Non possiamo sempre sperare di beneficiare delle mareggiate. Abbiamo bisogno di lavorare in maniera costante, e solo grazie a una rimodulazione del costo del gasolio tutto ciò diviene possibile». Per quanto riguarda le agevolazioni sul credito di imposta al 20%, contenute nel decreto legge “aiuti” Massi afferma: «Prevedo tempi lunghi: i continui litigi al governo, che si stanno consumando in questi giorni, proprio su tale provvedimento, generano ulteriore confusione e non di certo aiutano la nostra categoria, già da mesi vessata, sia dagli aumenti sia dalle tante difficoltà quotidiane che il nostro mestiere comporta».
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