I pini sul lungomare sud saranno abbattuti

Le loro radici deformerebbero la nuova pista ciclabile. Verso il taglio altri 29 alberi pericolanti
GIULIANOVA. Saranno abbattuti i pini sul lungomare Spalato visto che, secondo gli esperti della ditta Res Agraria di Tortoreto interpellata dal Comune di Giulianova, interferirebbero con la realizzazione della pista ciclabile del progetto regionale “Bike to coast”, e verranno sostituiti con altre essenze meno invasive. Già nei giorni scorsi l’assessore ai lavori pubblici e alla manutenzione Nello Di Giacinto, informando dell’avvio dei lavori dei due lotti per la costruzione della pista ciclabile (il primo appunto sul lungomare Spalato dall’anfiteatro Flaiano fino a piazza del Mare mentre il secondo lotto riguarderà il ripristino del tratto parallelo al Tordino spazzato via dall’alluvione del 2011), aveva paventato l’ipotesi dell’eliminazione dei pini, le cui radici hanno, negli anni, creato pericolosi avvallamenti lungo la carreggiata e sul marciapiede.
«Purtroppo», ha dichiarato Di Giacinto, «in base alle valutazioni degli esperti, riguardanti la stabilità biologica e strutturale, i pini vanno eliminati, anche perché interferiscono in maniera determinante con la costruzione della ciclabile. In ogni caso provvederemo a sostituirli con altre essenze meno invasive in accordo con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo».
Stessa sorte era toccata ai pini di via Treviso che sono stati abbattuti, a inizio anno, per ripristinare il manto stradale e i marciapiedi danneggiati dalle radici, e che sono stati sostituti con altre piante. L’assessore ha inoltre comunicato che altri 29 alberi presenti in vari luoghi della città (come in via Veneto, sulla statale 16 o nella piazzetta di fianco al Kursaal) dovranno essere abbattuti perché pericolanti dopo il forte vento della scorsa settimana. «Le verifiche bio-statiche da parte degli esperti di Res Agraria, commissionate dalla Giulianova Patrimonio su impulso del Comune», ha concluso Di Giacinto, «indicano un rischio per la sicurezza, obbligando quindi all’abbattimento in tempi rapidi».
Margherita Totaro
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