I pm: il poliziotto non voleva uccidere

17 Aprile 2018

Chiuse le indagini bis sulla sparatoria a Castelnuovo, resta l’accusa di omicidio colposo per l’agente

TERAMO. La Procura chiude le indagini bis sulla sparatoria di Castelnuovo Vomano e conferma l’accusa di omicidio colposo per il poliziotto Alfredo De Concilio, all’epoca in servizio alle volanti di Teramo. L’uomo è accusato di aver ucciso con un colpo di pistola Klodian Qerimi, albanese di 24 anni, raggiunto da un colpo di pistola esploso durante un inseguimento dopo alcuni furti. Il procuratore Antonio Guerriero e il sostituto Davide Rosati hanno firmato l’avviso di conclusione delle indagini e nei giorni scorsi l’atto è stato notificato agli avvocati Fabrizio Silvani e Raffaele Ferrantino, i legali che assistono l’agente. Le nuove indagini su quella drammatica serata dell’11 novembre 2012, dunque, sono arrivate alla conclusione che l’agente ha sparato ma non voleva uccidere.
Questo dopo che al termine del processo in cui il poliziotto era imputato di omicidio colposo, il giudice Flavio Conciatori, con tanto di ordinanza, aveva rinviato gli atti alla Procura per nuove indagini al fine di rivedere l'ipotesi di reato fin qui contestata al poliziotto. Partendo da un interrogativo che il magistrato aveva sollevato nella sua ordinanza: i ladri che scappavano erano veramente armati? E non solo. Perchè nella sua ordinanza Conciatori aveva scritto: «I fatti si sono svolti in maniera diversa da quello sin qui ricostruito. C'è stato un maldestro tentativo da parte di ignoti di inquinare la scena del delitto? L'arma è stata collocata ad arte da qualcuno?».
Secondo la relazione del consulente della procura Paride Minervini ( lo stesso del caso del tifoso laziale Sandri) il giovane albanese venne ucciso da un frammento di proiettile finito contro il poggiatesta del sedile passeggeri anteriore della vettura. Il frammento lo colpì mentre era disteso sul sedile posteriore e mentre i complici scappavano. L'autopsia accertò che Qerimi venne ucciso da un solo colpo di pistola, con il proiettile che entrò dalla spalla destra e rimase conficcato nel torace, sempre sul lato destro del corpo. Il poliziotto, secondo la sua versione, sparò cinque colpi dopo aver visto uno dei quattro malviventi in fuga puntargli contro una pistola. (d.p.)
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