i post su facebook che hanno portato all’espulsione

I venti di guerra sono iniziati a soffiare a fine agosto, quando sulla bacheca Facebook personale del segretario del Pd di Alba Adriatica Gabriele Viviani sono comparse due frasi di commento ad...
I venti di guerra sono iniziati a soffiare a fine agosto, quando sulla bacheca Facebook personale del segretario del Pd di Alba Adriatica Gabriele Viviani sono comparse due frasi di commento ad altrettanti articoli di stampa, tra cui uno che raccontava i momenti concitati dello sgombero da parte della polizia di un edificio di via Indipendenza a Roma occupato abusivamente da etiopi. «Un’idea di strategia ce l’avrei: si regala a chi non ha diritto di stare in Italia una crociera con escursione sulla costa africana», aveva scritto Viviani, aggiungendo poi latri post : «La “vacanza” italiana deve pur terminare»; «Gli italiani vanno difesi anche con l’esercito se necessario». A far scoppiare il caso che sta facendo litigare nel Pd, è stata però la segnalazione polemica del segretario regionale di Sinistra Italiana Daniele Licheri che aveva commentato: «Sdegno e vergogna: queste frasi mettono i brividi».
Da qui giorni di tensione, con le accuse a Viviani anche da parte del segretario regionale del Partito democratico Marco Rapino e la segnalazione delle frasi incriminate alla commissione di garanzia regionale, che in pochi giorni ha deciso l’espulsione del segretario albense per violazione del codice etico del partito. Lo stesso Licheri, ieri, è tornato a parlare del caso: «Esprimiamo soddisfazione per l’espulsione di Viviani. Chi ha ruoli pubblici o rappresenta un partito deve stare attento a come parla, e non può pensare di utilizzare un social network come fosse un vomitatoio pubblico. Soffiare sul fuoco dell'odio, deridere o essere sprezzante sulla pelle di persone che vivono situazione drammatiche è intollerabile e purtroppo ormai alla scuola di Salvini ci sono troppi scolari che sperano di prendere qualche voto in più giocando sulla pelle dei migranti. Minniti docet, purtroppo. Spero che Viviani abbia imparato la lezione, e che il Partito Democratico stia più attento alla selezione del suo gruppo dirigente». (l.t.)
Da qui giorni di tensione, con le accuse a Viviani anche da parte del segretario regionale del Partito democratico Marco Rapino e la segnalazione delle frasi incriminate alla commissione di garanzia regionale, che in pochi giorni ha deciso l’espulsione del segretario albense per violazione del codice etico del partito. Lo stesso Licheri, ieri, è tornato a parlare del caso: «Esprimiamo soddisfazione per l’espulsione di Viviani. Chi ha ruoli pubblici o rappresenta un partito deve stare attento a come parla, e non può pensare di utilizzare un social network come fosse un vomitatoio pubblico. Soffiare sul fuoco dell'odio, deridere o essere sprezzante sulla pelle di persone che vivono situazione drammatiche è intollerabile e purtroppo ormai alla scuola di Salvini ci sono troppi scolari che sperano di prendere qualche voto in più giocando sulla pelle dei migranti. Minniti docet, purtroppo. Spero che Viviani abbia imparato la lezione, e che il Partito Democratico stia più attento alla selezione del suo gruppo dirigente». (l.t.)

