I presidi promuovono la “Buona scuola”

Tutti rifiutano l’appellativo di “sceriffi”. Preoccupazione per il poco tempo per formare il corpo docenti e i tagli alle classi
TERAMO. I presidi teramani promuovono la nuova legge cosiddetta "Buona scuola", approvata di recente dalla Camera dei deputati e che cambia il volto del mondo scolastico italiano. I dirigenti scolastici respingono a gran voce l'appellativo di "presidi-sceriffo" coniato dai detrattori della nuova normativa per contestare l'eccessivo potere dato agli stessi presidi, e dichiarano come le scelte che verranno compiute, soprattutto nella scelta dei nuovi docenti, saranno contraddistinte dalla trasparenza.
Ma non mancano le critiche alla "Buona scuola", come quelle inerenti lo scarso tempo a disposizione per formare il corpo degli insegnanti per l'anno scolastico 2015-2016, il taglio delle classi e quello dei vicepresidi. Il giudizio medio sulla nuova legge è però positivo, a cominciare da quello espresso da Loredana Di Giampaolo, dirigente del liceo classico ed artistico "Delfico-Montauti": «Non c'è nessun autoritarismo nel potere dato ai dirigenti, che deve essere usato in maniera democratica», dichiara Di Giampaolo, evidenziando come le scelte sui nuovi insegnanti saranno compiute all'interno di una commissione della quale faranno parte i docenti stessi. «Della nuova legge apprezzo il bonus di 500 euro concesso agli insegnanti, l'alternanza scuola-lavoro, del resto già in vigore, e l'ampliamento delle materie». La preside punta l'attenzione sulla necessità di avere nuovi e giovani docenti. «Ci vuole una sterzata, è ora che la scuola si desecolarizzi. Ma dove sono i fondi?», conclude dubbiosa Di Giampaolo.
«La legge non dà un'esauriente risposta ai problemi della scuola», asserisce invece Rosario Di Luciano, dirigente del liceo scientifico "Einstein", che plaude al potenziamento di alcune materie e al potere decisionale dato ai presidi nel reclutamento degli insegnanti. «E' un problema che andava affrontato, qualcuno se ne doveva occupare perché l'ufficio scolastico provinciale non ha sufficienti idee a riguardo dei docenti da chiamare». Per Di Luciano si profila un problema di tempistica, infatti secondo il preside sarà difficile effettuare nuove assunzioni entro settembre, con il personale in ferie ed il poco tempo a disposizione. Il dirigente teramano è anche scettico riguardo i fondi alle scuole private, poiché c'è il rischio che si creino e rafforzino delle alternative alla scuola pubblica.
Secondo Caterina Provvisiero, dirigente dell'istituto alberghiero-agrario "Di Poppa-Rozzi", è prematuro dare una valutazione sulla nuova legge, in quanto devono essere ancora presentati i decreti attuativi. «I nuovi poteri andranno in vigore solo dal prossimo anno, e comunque l'organico funzionale verrà condiviso con il collegio dei docenti, nessun dirigente avrà poteri da sceriffo». Per Provvisiero la scelta degli insegnanti rappresenta una grossa responsabilità: «E' folle pensare che un preside possa scegliere in base alle proprie amicizie e conoscenze, sarebbe una scelta che si potrebbe rivoltare contro i dirigenti stessi. Ciò che mi preoccupa», conclude la preside, «è il pauroso taglio delle classi previsto, che condurrà alla formazione delle classi-pollaio».
Un punto sul quale non è d'accordo Stefania Nardini, dirigente dell'istituto tecnico-industriale e professionale "Alessandrini-Marino-Forti", per la quale i troppi indirizzi di studio generano classi con pochi studenti. «Tutto verrà fatto nella trasparenza, è offensivo chiamarci presidi-sceriffi. Ma l'organico funzionale permetterà gli esoneri dei vicepresidi, che sono quelli che lavorano di più», sottolinea Nardini, «Vanno bene l'introduzione di nuove materie, l'alternanza scuola-lavoro e le valutazioni dei docenti, ai quali dobbiamo molto. Ma i problemi principali della legge sono quelli inerenti la tempistica per il reclutamento degli insegnanti ed il taglio dei vicepresidi».
Ad intervenire sull'argomento è anche Leonilde Maloni, preside dell'istituto alberghiero-turistico-tecnico-professionale "Crocetti-Cerulli" di Giulianova. «Le risorse messe in campo dalla nuova legge sono importanti», afferma il dirigente, «così si valorizza il rapporto della scuola con il proprio territorio, anche se al sud le opportunità sono meno evidenti, perché ci sono meno risorse. Le nuove assunzioni attraverso il concorso sono doverose, soprattutto occorrono docenti giovani, da scegliere sul territorio, in base all'offerta formativa e d'accordo con gli altri docenti». Per Maloni è importante la valutazione degli insegnanti, specialmente quella offerta dagli studenti. La preside prevede un «anno dolente»: c’è poco tempo per preparare il corpo docente e che tutto andrà a regime solo nell’anno scolastico 2016-2017.
Sandro Petrongolo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

