I privati entrano negli asili nido «Così avremo più alunni iscritti»

Accordi con cooperative che forniranno personale. L’assessore Core: «Non è un’esternalizzazione, il servizio resta pubblico e potremo accogliere 200 bimbi». Il centrodestra: «Operazione poco chiara»
TERAMO. Le cooperative entrano negli asili comunali e scatenano le ire dell’opposizione. Per compensare le carenze di personale e poter aumentare il numero degli iscritti l’amministrazione punta sul coinvolgimento di personale esterno all’ente. Ad annunciare la novità in commissione pubblica istruzione è l’assessore Andrea Core, ma il centrodestra non la manda giù. Anzi, contesta la scelta ritenendola di fatto una cessione mascherata al privato di un servizio essenziale da sempre gestito integralmente dal Comune.
Su questa linea si attesta in particolare Mirella Marchese (gruppo misto), che durante il dibattito definisce l’operazione «un’esternalizzazione di fatto». La consigliera eletta nella lista di Forza Italia ma che nel frattempo si è avvicinata alla Lega si dice favorevole all’ampliamento delle possibilità d’iscrizione negli asili comunali, ma considera poco chiara e indirettamente tendenziosa la formula adottata dall’amministrazione. I dubbi riguardano soprattutto il fatto che il personale esterno, reperito tramite accordi con cooperative, sarà concentrato in due asili, mentre per la consigliera sarebbe stato opportuno distribuirlo in tutte le strutture comunali mescolandolo di fatto con i dipendenti comunali. Altro aspetto indefinito attiene alla durata di questa opzione. Per l’amministrazione sarà adottata in attesa dei concorsi per l’assunzione definitiva di nuove insegnanti, ma si tratta per Marchese di un’indicazione troppo vaga. La consigliera approfondirà la questione anche per accertare il corretto utilizzo dei finanziamenti regionali destinati agli asili. Critico anche Franco Fracassa (Futuro in), a detta del quale l’amministrazione contraddice decenni di gestione diretta del servizio ricorrendo al privato, nonostante le rassicurazioni fornite da Core sui controlli e sul potere d’indirizzo che resteranno in capo al Comune.
Per l’assessore, però, questi aspetti fanno una differenza enorme rispetto alla paventata privatizzazione. «Basta leggere gli atti», contrattacca, «per capire bene di cosa si tratta». L’amministrazione ha puntato su un appalto di servizi in cui il privato si limita a fornire e pagare il personale mentre iscrizioni, tariffe, orari e orientamenti didattici resteranno di competenza dell’ente. Il servizio, insomma, resterà pubblico a detta dell’assessore, ma il ricorso alle cooperative che saranno individuate tramite bando consentirà di incrementare il numero degli alunni. «Senza ulteriori restrizioni potremmo accogliere 80 bambini, considerato il rapporto numerico con le 18 maestre rimaste in servizio con contratto collettivo dopo i pensionamenti», spiega Core, «per cui era necessario adottare diverse soluzioni per incrementare i numeri». L’anno scorso le iscrizioni sono arrivate a 180 grazie ad altri accorgimenti, ma con le cooperative arriveranno a 200. «Il dato importante è questo», conclude l’assessore, «non avremo liste d’attesa». Core fa notare, inoltre, che l'amministrazione D’Alberto negli ultimi due anni ha costantemente aumentato le iscrizioni anche grazie alla riattivazione del Micronido da parte di Maria Cristina Marroni, che l'ha preceduto nella guida dell'assessorato.
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