I profughi ucraini presentano una denuncia

Alba, non vogliono trasferirsi nelle strutture della Protezione civile e contestano le procedure seguite
ALBA ADRIATICA. I profughi ucraini ancora rimasti ad Alba Adriatica si appellano alla Procura della Repubblica di Teramo per chiedere, attraverso i loro avvocati Francesco e Gloria Ciabattoni, se esistono responsabilità e omissioni di rilevanza penale relativamente alle procedure seguite dalle autorità preposte per il loro trasferimento in Puglia. In 25, ieri, si sono presentati nella caserma dei carabinieri ad Alba Adriatica per presentare una denuncia.
Pur trovandosi dal settembre scorso in un hotel albense (che, ultimamente, li sta ospitando gratis), gli ucraini denuncianti sono stati iscritti nel portale “Designa” soltanto il 17 dicembre 2022. Se l’iscrizione fosse avvenuta per tempo, gli ospiti non correrebbero il rischio di dover corrispondere all’albergatrice le somme per l’alloggio. La loro sistemazione in alloggi resi disponibili dalla Protezione civile finora non è andata a buon fine a seguito di una visita ispettiva effettuata da alcuni di loro nelle strutture residenziali, situate nel Meridione, dove avrebbero dovuto essere trasferiti, mentre le nuove proposte sono da valutare. Sta di fatto che agli ucraini sarebbe stato chiesto di sottoscrivere il cosiddetto “allegato C” per la sistemazione extralberghiera «in assenza di qualsivoglia comunicazione formale e/o ufficiale circa il riconoscimento dell’idoneità delle strutture di destinazione individuate», si legge nella denuncia. Con il rischio, paventato nell’esposto, che i profughi perdano il beneficio di ogni forma di accoglienza finanziata dallo Stato.
Insomma, il timore che i diritti di questi ucraini fuggiti dal conflitto vengano lesi ha spinto buona parte di loro a chiedere l’intervento della Procura. Correttezza delle procedure e idoneità degli alloggi in cui vivere restano il nodo della questione, su cui chiedono ai magistrati di far luce. (a.d.p.)
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