I Progressisti: «A Montorio, città rossa, il Pd è sparito»

MONTORIO AL VOMANO. Il gruppo politico Progressisti Montorio, composto da ex militanti del Pd che hanno rotto con il partito prima delle comunali 2018, analizza l’esito del voto regionale nella...
MONTORIO AL VOMANO. Il gruppo politico Progressisti Montorio, composto da ex militanti del Pd che hanno rotto con il partito prima delle comunali 2018, analizza l’esito del voto regionale nella cittadina sul Vomano, una storica “roccaforte rossa” che dall’anno scorso è amministrata da una compagine prevalentemente di centrodestra.
I Progressisti innanzitutto contestano «chi, pur avendo perso (anche malamente) le ultime votazioni, come prassi ormai consolidata, minimizza, ignora, fa finta di non vedere … fino ad arrivare a inneggiare ad una “quasi vittoria”, ad un miracolo elettorale, ad un risultato positivo. Lo diciamo subito, a scanso di equivoci, non è così. La sconfitta del centro-sinistra montoriese è evidente, tangibile e talmente palese che solo uno sciocco (o un prezzolato) direbbe il contrario. I politologi montoriesi sinistrorsi diranno che è l’andamento nazionale, che è l’onda lunga della destra, ecc…, tutto probabilmente vero. Ma non del tutto. Nella nostra cittadina la sinistra ha sempre dimostrato, negli anni, di tenere botta, nonostante gli andamenti negativi nazionali. Montorio è sempre stata un baluardo provinciale del voto “politicizzato” a sinistra, dimostrando che, nonostante le flessioni che pur ci sono state in passato, un “nocciolo duro” di sinistra votava al Partito (con la P maiuscola). Oggi, ahinoi, questo attaccamento al “simbolo di partito” non c’è più. La Montorio di sinistra ha dimostrato ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno (amministrative di giugno scorso docet), che per protesta e non per convinzione ideologica improvvisa vota e fa votare non più al partito di riferimento, ma ad altro (Lega, M5S, civiche). E per onestà intellettuale prima che politica bisogna interrogarsi sul perché di queste scelte così nette».
Per i Progressisti «il Pd a Montorio non esiste più. Ma non da domenica 10 febbraio, ma già da ottobre 2017. La caduta libera di consensi del Pd montoriese è l’evidenza della morte del circolo (o della sezione se vi piace di più) di Montorio e di tutti i dirigenti attuali. Scomparsi dalla scena politica locale e provinciale se non per incursioni di singoli sparuti soggetti. Scomparsi dalla scena amministrativa. Oggi definitivamente sepolti sotto 7 metri di terra (leggasi 1.243 voti della Lega). Non ci sono sentenze di appello, scuse o invenzioni fantasiose, che possono oggi giustificare un risultato di 276 voti».
Nella nota si evidenzia che «di contro la coalizione guidata da Legnini registra 1.529 voti» e che «senza le civiche (Abruzzo in Comune 445, Abruzzo Insieme 441, Legnini Presidente 204) a Montorio il centrosinistra avrebbe preso poco più di 400 voti… cioè il nulla. D’Alonzo - 288 voti e Guizzetti - 388 voti (che fa un mezzo miracolo risultando primo in provincia della sua lista con 541 voti), hanno tirato la carretta come meglio hanno potuto salvando la faccia e portando acqua al mulino della coalizione».
I Progressisti concludono: «Rimane forse la speranza che questa ennesima mazzata sia di monito a taluni personaggi per fargli comprendere che è tempo di sparire. È necessaria una nuova classe dirigente che poco o nulla abbia a che fare con quelli che, negli ultimi anni, hanno affossato l’idea del Partito (quello con la P maiuscola)».

