I reati nei 7 centri costieri sono più che negli altri 40

3 Giugno 2017

I numeri forniti dal coordinamento nazionale per la fusione dei Comuni «Serve una nuova distribuzione dei presìdi delle forze dell’ordine»

TERAMO. Reati in aumento, spaccio e furti, con una percezione della sicurezza sempre più ai limiti: è una criminalità diffusa quella sulla costa teramana, in particolare nel tratto tra Giulianova e Martinsicuro, diventata nel tempo terra di spartizione per organizzazioni criminali straniere e non solo. Una fotografia scattata ormai da qualche anno da istituzioni e forze dell’ordine che riscopre una sua attualità nella disamina portata avanti dal Coordinamento nazionale fusione dei Comuni con il comitato “Città Grande” che promuove la fusione dei consigli comunali al confine tra Marche e Abruzzo e chiede una diversa logistica dei presidi delle forze dell’ordine, a partire dal commissariato di Atri. Scrive Carlo Clementoni, segretario del Comitato Città Grande: «Martinsicuro e Silvi, Porto Recanati e Porto Sant’Elpidio sono alcune realtà di confine istituzionale in cui si annidano criticità irrisolte da anni con squilibri organizzativi che interessano tutta la costa, da Porto Recanati a Silvi.
LE CONFISCHE. Secondo Clementoni nella provincia teramana nel tempo sono stati confiscati 61 beni: più che in tutte le Marche dove sono stati 58. Con il dato record di Martinsicuro: 14. I dati vengono provengono dall’Anbsc, l’agenzia nazionale per i beni confiscati. «Significativo», continua Clementoni, «che nel breve tratto tra Grottamare e Roseto degli Abruzzi le 41 confische di beni siano maggiori dell’intera costa romagnola (40). Nel frattempo la piccola Martinsicuro (14 beni) supera Rimini (11) e tallona Pesaro(6) e Fano (9) assieme».
I REATI PIU’ COMUNI. Secondo il comitato «bastano Alba Adriatica e Martinsicuro ( molto vicine a San Benedetto del Tronto) per eguagliare il numero dei reati di Teramo, che ha pure un territorio sei volte più esteso, con il doppio degli abitanti. Più in generale, nei soli sette comuni della costa teramana, si commettono più reati, il 54%, che in tutta la provincia. Inoltre sul litorale i residenti stranieri sono il triplo rispetto al capoluogo e necessitano di attenzione». Il comitato, partendo da questo, chiede una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio costiero. «Nel medio Adriatico», continua, «la maggior parte delle forze dell’ordine si trova a 40-50 chilometri dai “paeselli marittimi”, ignorando che una moderna lettura del territorio fornirebbe un quadro socio-economico più reale. Infatti l’area funzionale tra Giulianova e Martinsicuro doppia i delitti commessi nel comprensorio di Teramo con 5488 contro i 2491 e quintuplica quella di Pineto, Silvi, Atri con 1157 delitti». In questo contesto il comitato torna a rilanciare l’idea di uno spostamento in una località della costa del commissariato di Atri, proposta già fatta più volte negli anni scorsi da associazioni di cittadini e varie istituzioni.
IL QUESTORE. Che la costa teramana, in particolare quella nord, sia quella in cui avvengono più reati e faccia i conti con la presenza di più criminalità è un dato che il questore di Teramo Enrico De Simone conosce da quando si è insediato. «E’ un problema conosciuto da tempo», dice, «e proprio per questo dall’anno scorso sono stati potenziati i servizi anche con l’apertura di un posto temporaneo estivo di polizia a Martinsicuro. Non è escluso che anche quest’anno, in base a quello che è stato stabilito dal comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto, se dovessimo avere dei rinforzi anche da fuori regione il posto di polizia temporaneo sarà nuovamente garantito per l’estate. E’ chiaro che si tratti di una zona a maggior rischio che però, proprio per questo, viene sempre costantemente monitorata. Controlli vengono fatti periodicamente con il reparto di prevenzione crimine di Pescara anche e soprattutto sul fronte della prostituzione». Sul commissariato di Atri così dice il questore: «Il commissariato di Atri lavora bene e copre la costa di quell’area. Non possiamo aprire commissariati dove vogliamo noi perchè non ci si può sovrapporre ad altre forze di polizia».(d.p.)
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