I ReMakers creano oggetti dagli scarti

31 Agosto 2015

Prende piede a Teramo il gruppo di riutilizzatori di materiali e strumenti da buttare. Il fondatore: «Ora ci serve una sede»

TERAMO. A Teramo c'è un gruppo di appassionati di elettronica, ingegneri ed architetti che ha come filosofia il recupero ed il riutilizzo di vecchi materiali inutilizzati o da buttare, con lo scopo di creare nuovi oggetti funzionanti e, perché no, artistici. Si chiama ReMakers l'associazione nata nello scorso mese di aprile che, col motto "Non buttare nulla, rigeneriamo tutto", elabora delle piccole invenzioni partendo da materiali di scarto di tipo elettronico ed elettrico. Qualche esempio? Un vecchio disco o una lattina vuota possono diventare una lampada, uno scanner per pc inutilizzato si trasforma in una plafoniera o una siringa in una batteria. Anche se la passione è quella dell'elettronica, i ReMakers sono capaci di generare un centro tavola da una palla da basket rotta o uno specchio da una vecchia racchetta da tennis. Infatti il motore del gruppo è l'inventiva e la volontà di sfruttare il più possibile ciò che è inutilizzato o destinato alla pattumiera, con finalità pratiche, ecologiche ed artistiche.

I ReMakers, rappresentanti locali di un movimento mondiale di ampia portata, sono formati da una dozzina di membri, guidati da Silvio Corvaro, 40enne teramano proprietario di un negozio di elettronica. «Cerchiamo di fare qualcosa di diverso», dichiara Corvaro, che gestisce anche una pagina Facebook del gruppo. «Per elaborare creazioni occorre una conoscenza elettronica di base, quindi si procede alla fase pratica. Ci occupiamo di progetti che potrebbero essere venduti o che abbiano al centro il recupero ed il riutilizzo di materiali. L'obiettivo è quello di dare una seconda vita a prodotti che giacciono inutilizzati o che diventano un costo per il loro smaltimento», continua Corvaro, «come pc, telefoni, radio, televisioni, oppure usare parte di essi come materia prima per costruire qualcos'altro: tutto ciò è utile, innovativo ed eco-sostenibile per la nostra comunità».

Altro scopo dei ReMakers è quello della condivisione di informazioni, tramite la creazione di un network che permetta la diffusione della mentalità del riciclo, la partecipazione ad eventi e la scoperta di talenti creativi. «Il nostro valore aggiunto e la nostra direttiva è quella di utilizzare materiale di riciclo, sottraendolo alla discarica, diminuendo gli enormi costi sociali», afferma Corvaro, «è importante educare la comunità ad un riciclo ragionato che aiuterà a comprendere meglio il valore intrinseco degli oggetti».

Il gruppo è aperto all'ingresso di esperti ed appassionati della materia che vogliano creare e confrontarsi con gli altri ReMakers: di recente un ingegnere 65enne ha realizzato una bicicletta elettrica utilizzando il motorino di un vecchio monopattino. La nota dolente è la mancanza di una sede propria, all'interno della quale incontrarsi ed elaborare idee. Corvaro sottolinea con amarezza: «Nei mesi scorsi ci siamo appoggiati ad associazioni quali Kairos ed Officine Indipendenti, che hanno offerto i propri spazi, ma la nostra problematica riguarda anche altre realtà teramane». Il responsabile dei ReMakers lamenta il fatto che a Teramo non vi siano spazi dedicati a gruppi ed associazioni, e che l'amministrazione comunale sia sorda alle richieste. «Associazioni come la nostra vengono ostacolate dalla mancanza di spazi», conclude Corvaro, «una sede sarebbe essenziale per sviluppare i tanti progetti, attuare confronti, vendere i nostri prodotti e, soprattutto, farci conoscere».

Sandro Petrongolo

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