I renziani di Campli vogliono la tessera
«Le tessere di partito non siano strumento di esercizio di potere». È quanto in sintesi sostengono gli esponenti del Pd renziano a Campli in polemica con il segretario provinciale Gabriele Minosse...
«Le tessere di partito non siano strumento di esercizio di potere». È quanto in sintesi sostengono gli esponenti del Pd renziano a Campli in polemica con il segretario provinciale Gabriele Minosse sulla scia di quanto già avvenuto da alcuni contestatori interni al partito ad Alba Adriatica e Civitella per via delle tessere negate. «Nel 2014 a Campli si sono confrontate due liste civiche, alle quali hanno partecipato in entrambe iscritti e simpatizzanti del Pd», spiega Roberto Ricci in una nota, «dopo che il risultato ha premiato la lista di rinnovamento guidata da Pietro Quaresimale abbiamo atteso volutamente un segnale di apertura, ma dopo l'assenza di un nuovo segretario comunale, momenti di partecipazione e iniziativa politica sul nostro territorio chiediamo chiarezza. Vogliamo la tessera del Pd. Perché si nega la tessera a chi la chiede? Basta con "i signori delle tessere". Mentre il presidente Renzi è impegnato nel rinnovamento del Paese, a Campli un manipolo di persone riconducibili alla minoranza nazionale, ha condotto il Pd al suo isolamento», conclude Ricci, «il Pd è nato per includere dentro regole e pratiche condivise. Ora invece sia le regole statutarie sia le pratiche delle primarie sono occasione di una "conta" interna escludendo qualsiasi dissenso. Non è questo il Pd che vogliamo. A Campli ci sono le possibilità di una bella presenza e non di una "nicchia di potere" funzionale ad alcuni». (mdt)

