«I rosetani stiano tranquilli, niente rischi per la Tbc»

5 Luglio 2016

ROSETO. «In merito al caso di tubercolosi riscontrato a Roseto e descritto nella dichiarazione della direttrice sanitaria della Asl di Teramo Maria Mattucci, posso affermare che si tratta di una...

ROSETO. «In merito al caso di tubercolosi riscontrato a Roseto e descritto nella dichiarazione della direttrice sanitaria della Asl di Teramo Maria Mattucci, posso affermare che si tratta di una situazione sotto controllo quindi assolutamente tranquilla e senza rischi di contagio per la popolazione residente». Ad assicurarlo, dopo i meedici di Teramo, anche un’autorità in materia, Aldo Morrone, considerato uno dei massimi esperti mondiali di medicina delle migrazioni. Già consulente del ministero della Salute in questo campo attualmente è direttore della struttura complessa di medicina preventiva delle migrazioni e di dermatologia internazionale dell’istituto San Gallicano di Roma. «L’attuale situazione epidemiologica della tubercolosi in Italia», spiega Morrone, «è caratterizzata da una bassa incidenza nella popolazione generale e dalla concentrazione della maggior parte dei casi in alcuni gruppi a rischio e in alcune classi di età. Le fasce di individui maggiormente colpiti dalla malattia sono le classi di età più avanzate della popolazione italiana e la popolazione straniera in generale. La popolazione anziana è a maggior rischio di riattivazione di infezioni latenti rispetto alla popolazione generale per aumentata suscettibilità legata al progressivo peggioramento delle condizioni generali e del sistema immunitario determinate dal processo di invecchiamento». Ma negli ultimi anni si sta assistendo a una ripresa di malattie apparentemente scomparse da tempo come appunto la Tbc, conseguenza del fenomeno migratorio, ma anche della forte espansione del turismo di massa. «La particolare condizione di immigrato», spiega ancora l’esperto, «predispone a un rischio aumentato di sviluppare la tubercolosi sia per i maggiori tassi di incidenza nei Paesi di origine, sia per le particolari condizioni di fragilità sociale e di complessità legate al processo migratorio e alla multiculturalità che influiscono decisamente sui percorsi di prevenzione, diagnosi e cura». Più facile la diffusione della malattia all’interno delle prigioni, con un rischio 24 volte più elevato rispetto alla popolazione generale. Per quanto riguarda la mortalità per Tbc, il tasso grezzo nel 2006 è stato di 0,7 decessi per 100.000 abitanti. Nella Regione europea dell’Oms (53 Paesi, anche asiatici) la concentrazione maggiore di casi è stata registrata all’Est in Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bulgaria, Estonia, Georgia, Kazakhistan, Kirghizistan, Lettonia, Lituania, Moldova, Romania, Russia, Tajikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan. Quasi la metà dei casi nuovi nella Regione si sono verificati in persone tra i 25 e i 44 anni di età mentre i casi incidenti di età inferiore a 15 anni sono stati circa il 4,1% del totale. «Per quanto riguarda Roseto», conclude Morrone, «il rischio contagio è pari a zero, anche perché il caso è stato individuato pertanto la terapia viene regolarmente effettuata sotto lo stretto controllo di esperti, inoltre il contesto in cui si è sviluppato è monitorato scrupolosamente dunque i residenti possono stare assolutamente tranquilli». (f.ce.)

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