I sindacati: «Confronto sul nuovo ospedale»

9 Febbraio 2022

Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Asl di presentare pubblicamente il progetto e la futura rete dei servizi

TERAMO. La Asl presenti pubblicamente il progetto del nuovo ospedale e quello sulla riorganizzazione della rete dei servizi sanitari. È la richiesta che arriva da Cgil, Cisl e Uil alla luce del recente incontro del comitato ristretto dei sindaci dove il direttore generale dell'azienda Maurizio Di Giosia ha illustrato lo studio di fattibilità per il nuovo presidio e le idee in cantiere volte a ridisegnare il sistema della medicina e dell'assistenza sul territorio.
Ieri i segretari dei tre sindacati, Giovanni Timoteo, Fabio Benintendi e Fabrizio Truono, hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa quella che a loro avviso deve essere la strada da seguire e che deve avere come parola d'ordine il “confronto”. «Con la riunione del comitato ristretto dei sindaci, che di per sé ha rappresentato una svolta, si è preso atto della presenza di un progetto importante e si è avviato un confronto: ma da qui si parta per aprire un dibattito col territorio che coinvolga e informi i cittadini. Perché si sta trattando un tema di assoluta rilevanza che non può non essere condiviso», hanno detto i sindacalisti, che ribadiscono di avere più a cuore i contenuti che i contenitori. Infatti sul dibattito relativo alla collocazione non entrano, spiegando come alla luce del progetto esistente si debba avviare un ragionamento ampio e concreto che spieghi ai teramani costi, sostenibilità e prospettive.
Il tema infatti per Cgil, Cisl e Uil non riguarda “solo” il nuovo ospedale, ma tutta la rete sanitaria territoriale: il progetto della Asl mira anche a fare del Mazzini la Città della salute, a realizzare Case della salute e di comunità sul territorio. Questioni che «vanno affrontate con un dibattito esteso che spieghi esattamente come si potrà garantire l'equilibrio e la sostenibilità economica e dei servizi», hanno aggiunto i segretari, ricordando come la programmazione del futuro non debba mettere in secondo piano «i problemi sanitari di oggi: la mobilità passiva è cresciuta perché le liste d'attesa sono incredibili. Per un'ecografia serve un anno, per accedere ai servizi di logopedia anche 18 mesi. Oggi i cittadini non hanno risposte, perciò occorre lavorare sul doppio binario: sulla sanità del futuro ma anche su quella dell'immediato», hanno concluso i sindacalisti.
Veronica Marcattili
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