I sindacati degli inquilini sul piede di guerra

TERAMO. Proprio non va giù al Sunia (il sindacato nazionale unitario degli inquilini e degli assegnatari) della provincia di Teramo, e al Sicet (sindacato degli inquilini, casa e territorio) la...
TERAMO. Proprio non va giù al Sunia (il sindacato nazionale unitario degli inquilini e degli assegnatari) della provincia di Teramo, e al Sicet (sindacato degli inquilini, casa e territorio) la conferma del 30% della quota Tasi sulle seconde case a carico degli inquilini. Uno degli ultimi «regali» del consiglio comunale arrivato con l'approvazione del regolamento della Iuc, l'imposta unica comunale che accorpa Imu, Tari e l'appena nata Tasi, in un'assise di fuoco il 29 agosto scorso. Già sul piede di guerra per «il mancato confronto» tra amministrazione comunale e sindacato, ora il Sunia chiude ogni canale di comunicazione con il Comune e, in particolare, con il sindaco Maurizio Brucchi, interrompendo «ogni forma di dialogo e di approccio collaborativo».
Una decisione, quella della conferma del 30% della quota Tasi a carico degli inquilini, che per il Sunia «grida vendetta». «Consideriamo il sindaco Brucchi responsabile di tale decisione», si legge in una dura nota della federazione, «in un contesto sociale nel quale centinaia di famiglie, prive di reddito a causa della crisi occupazionale, non riescono nemmeno a pagare l'affitto e vanno incontro alle procedure di sfratto». Una situazione drammatica nel Teramano, denunciata più volte nelle settimane scorse proprio dal Sunia. Infine, «con voluto sgarbo istituzionale», il sindacato degli inquilini informa l'assessore all'edilizia, Mario Cozzi, che non parteciperà all'incontro previsto per domani sulle tematiche relative al progetto di housing sociale di via Longo e alle politiche abitative nella città. Denuncia «una vera e propria macelleria sociale» il Sicet, «con molti inquilini di alloggi pubblici e privati già colpiti da morosità incolpevole». E annuncia, a breve, «azioni di mobilitazione se il Comune non modifica tutti i progetti e le delibere assunte contro la collettività più debole. Previsto, inoltre, un incontro tra Sunia, Sicet e Uniat (unione nazionale inquilini ambiente e territorio) per una decisione più appropriata. (m.g.)
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