I sindacati: «Economia fragile dopo il Covid»

20 Maggio 2020

I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil chiedono la convocazione dell’Osservatorio sullo sviluppo

TERAMO. La struttura economica della provincia di Teramo è fragile e viene messa a dura prova dall’emergenza Covid. Per uscire dalla crisi occorrono interventi specifici ed è per questo che le segreterie provincialei di Cgil, Cisl e Uil chiedono la «tempestiva convocazione dell’Osservatorio provinciale dello sviluppo per adottare delle iniziative mirate, che sappiano coniugare i diversi temi sui quali intervenire – sanità, turismo, servizi, attività produttive, ricostruzione, infrastrutture, zone interne, mobilità –- dentro un progetto sinergico con il quale indicare programmi, risorse e soggetti, da impegnare per il rilancio del territorio». In questo periodo di emergenza si è avuta la conferma, secondo quanto scrivono i segretari provinciali della Cgil, Giovanni Timoteo, della Cisl Fabio Benintendi e della Uil, Fabrizio Truono – della particolarità del tessuto produttivo teramano, «che non a caso ha fatto registrare due primati, purtroppo negativi, con l’elevato numero di richieste per il bonus di 600euro e di cassa integrazione ordinaria». Due dati emersi durante l’emergenza Covid «che testimoniano l’acuirsi di una situazione di disagio economico e sociale, oggetto, tra l'altro, di un confronto che ci vede impegnati con la locale prefettura in una attività di monitoraggio, in cui sono coinvolte tutte le componenti della società teramana, ai vari livelli. Non passa giorno in cui non si registri l'estrema difficoltà di molte persone rimaste senza lavoro, di piccoli imprenditori e titolari di attività commerciali i quali lamentano ,accanto all’incertezza della ripresa delle attività, la mancanza di liquidità e di risposte adeguate da parte del mondo creditizio». Non possono essere sempre gli stessi a pagare le conseguenze della crisi, sostengono i tre rappresentanti sindacali: «Questo territorio non può più subire azioni che favoriscono solo un ulteriore arretramento, ma merita rispetto e soluzioni in grado di rilanciarlo con iniziative che abbiano principalmente l’ obiettivo di creare lavoro e sviluppo. In sostanza, dobbiamo innovare il nostro agire, sapendo recuperare la dimensione collettiva e il valore dell’interesse generale. Il nostro vuole essere un appello ai rappresentanti politici, istituzionali, economici, associativi, professionali, di questa provincia per sviluppare azioni, proposte con le quali indicare le soluzioni alle necessità ed ai bisogni del territorio».