I sindacati: «Intervenga il ministro Nordio»
Sotto accusa la carenza di personale: è stata eliminata la presenza degli agenti sulle torrette
TERAMO. I sindacati parlano di «fuga annunciata» e rilanciano la richiesta di un intervento e di un sopralluogo del ministro della Giustizia Carlo Nordio. «La sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l'aver tolto le sentinelle della polizia penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza in organico di poliziotti penitenziari, il mancato finanziamento per i sistemi antintrusione e anti-scavalcamento che spesso non funzionano», scrive in una nota il segretario nazionale del Sappe Donato Capece, «questa evasione è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della polizia penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno. Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di polizia penitenziaria favorisce inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui».
«In questo momento sono al vaglio le registrazioni di tutte le telecamere del penitenziario per cercare di comprendere l'esatta dinamica dell'evasione», dice Gino Ciampa di Fp Cgil polizia penitenziaria per l'Abruzzo. «Se fosse confermata la versione che vede l'utilizzo di un drone per l'evasione di Teramo», dichiara Mirko Manna, segretario nazionale Fp Cgil polizia penitenziaria, «ci troveremmo di fronte ancora una volta alla prova evidente del ritardo tecnologico con cui la polizia penitenziaria è costretta a lavorare per garantire la sicurezza delle carceri. Il mix devastante di carenza di personale e mancato adeguamento delle tecnologie sta creando un confronto impari tra chi ha commesso reati e la polizia penitenziaria che ha il compito di garantire l'espiazione delle pene più gravi nelle carceri».
Dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale Uilpa polizia penitenziaria: «Questa volta non ci sono stati feriti diversamente da quanto accaduto solo giovedì scorso con la fuga di un detenuto dall'ospedale San Paolo di Milano, ma non comprendiamo cos'altro debba accadere perché il ministro della Giustizia e il Governo Meloni prendano atto della divampante emergenza penitenziaria e agiscano di conseguenza con atti tangibili e concreti». Per Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato Spp, «nelle carceri italiane si ripetono evasioni che sembrano da film. Senza strumentazioni e mezzi adeguati di vigilanza e con organici sempre più ridotti la fuga dal carcere diventa semplice e diventa un modo spettacolare per sbeffeggiare lo Stato e le vittime dei criminali».(d.p.)

