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13 agosto

13 Agosto 2026

Oggi, ma nel 1913, a Milano, in piazza Vetra, veniva assassinata Elvira Andressi, di 17 anni, canzonettista e prostituta della zona della "Colonna infame" di manzoniana memoria, detta “Rosetta”, istigata al suicidio ingerendo tre pasticche di sublimato corrosivo in concomitanza dell’arresto, come rivelerà l’autopsia effettuata dall’anatomo-patologo di fama Angelo Vincenzo De Dominicis al Cimitero monumentale. Ma la morte di Rosetta, che era stata ferita a colpi di daga all'addome, solleverà un polverone sulle presunte violenze inferte dagli agenti di pubblica sicurezza Mario Musti e Antonio Santovito nella repressione della rivolta di largo Carrobbio. Accuse che poi cadranno completamente.

Le vere ragioni del decesso della mondana (nella foto, particolare, nell’unica immagine in circolazione, appartenente all’archivio di Guido Forcolini e concessa dal figlio Armando al quotidiano milanese “Corriere della Sera”, di corredo all’articolo, del 25 febbraio 1980, a firma di Luciano Visintin, “Ecco la Rosetta di piazza Vetra, ammazzata in una notte oscura”) rimarranno oscure. La triste sorte di Rosetta, menzionata anche come Andrezzi, nata l’1 settembre 1895, che aveva debuttato al teatro San Martino di piazza Cesare Beccaria come “Rosetta de Woltery”, ispirerà la canzone della malavita locale intitolata “La povera Rosetta”. Pure Nanni Svampa. col gruppo dialettale dei Gufi (Gianni Magni, Roberto Brivio, Lino Patruno). canterà la passeggiatrice nel pezzo “La mala e l’osteria”, del 1970.

Molte informazioni verranno desunte dal testo del brano: «Il tredici di agosto, /in una notte scura, /commisero un delitto /gli agenti di questura. /Hanno ammazzato un angelo: /di nome la Rosetta. /Era di piazza Vetra, /battea la Colonnetta. /Chi ha ucciso la Rosetta /non è della Ligera: /forse viene da Napoli, /è della Mano Nera. […] /Dormi, Rosetta: dormi/Giù nella fredda terra; /a chi t’ha pugnalato, /noi gli farem la guerra; /a chi t’ha pugnalato /noi gli farem la guerra». Il 4 dicembre 1983, sul “Corsera”, sotto il titolo “Così ammazzarono la povera Rosetta” si occuperà del fattaccio anche l’ex deputato radicale Leonardo Sciascia, che, contestualmente, firmerà anche il volume “La storia della povera Rosetta”, per l’editore meneghino Franco Sciardelli. Imprecisioni sulla controversa vicenda s’accumuleranno, inclusa l’insicurezza sulla vera data del decesso, che verrà riportata pure come 27 agosto 1914.