I sindacati: «Ora bisogna coinvolgere i lavoratori»

Cgil, CIsl e Uil 10 anni fa promossero il protocollo “padre” dell’attuale intervento «Finora siamo stati tenuti fuori, ma adesso bisogna parlare di occupazione»
TERAMO. Sono stati un punto fermo del “padre” dell’area di crisi complessa, cioè il protocollo Vibrata-Tronto. Sono i sindacati che ormai dieci anni fa di fronte al rapido crollo di un modello di sviluppo su cui si basava l’economia teramana proposero l’utilizzo di strumenti straordinari e fra questi i finanziamenti della legge 181.
E dopo 10 anni uno degli strumenti propugnati a gran voce, troppo spesso inascoltati, si concretizza. E ora i sindacati chiedono di essere coinvolti. Sia il segretario della Cgil che quello della Cisl chiedono l’apertura di un tavolo per avviare un progetto di sviluppo insieme ai lavoratori. «Noi siamo stati tra coloro che hanno voluto un riconoscimento di quell'area di crisi per affrontare il grave problema dell’impasse del manifatturiero e la perdita di posti di lavoro», esordisce Giovanni Timoteo, segretario della Cgil, «ma non abbiamo partecipato a nessun tavolo sia nella fase interlocutoria che nella fase operativa. Riteniamo che a questo punto si debba aprire in tavolo in cui sia presente anche che rappresenta i lavoratori che hanno perduto l’occupazione».
«Se la notizia è vera la Cisl ritiene che non bisogna perdere tempo, ma agire affinchè la mole di risorse a disposizione possa essere utilizzata celermente per rilanciare prioritariamente l'industria manifatturiera che solo pochi anni fa rappresentava il 38% del Pil dell'economia provinciale e addirittura il 42% degli addetti a fronte di una media nazionale del 32%. La Cisl vigilerà attentamente affinchè le risorse possano essere utilizzate al meglio e per evitare una gestione fra pochi intimi», è la posizione di Antonio Scuteri, segretario della Cisl.
Entrambi chiedono che si inizi una riflessione insieme ai sindacati. «La somma a disposizione è molto minore rispetto alle manifestazioni di interesse, che ammontano a 750 milioni: il territorio ha bisogno di più risorse», aggiunge Timoteo, «sicuramente è una buona notizia, ma c’è uno spirito d'iniziativa degli imprenditori che va sostenuto con risorse adeguate. C'è necessità di un tavolo in cui confluiscano coloro che hanno contribuito al percorso che ha portato all'area di crisi, in primis i lavoratori. Sarebbe politicamente e moralmente corretto per dare una risposta a chi per primo ha creduto a questo progetto: i tessili e i metalmeccanici dell'area».
E anche la Cisl ritiene fondamentale il coinvolgimento dei sindacati «per vincolare l'approvazione dei progetti e l'erogazione di ogni finanziamento al preventivo coinvolgimento dei rappresentanti sindacali aziendali e garantire così, con un apposito accordo, azioni più incisive per il rilancio dell'azienda interessata. Ciò sarà utile per migliorare la produttività, la competitività e gli utili dell'impresa e garantire nel contempo più opportunità occupazionali, professionali e salariali ai lavoratori attraverso il riconoscimento di obiettivi condivisi. La Cisl invita il presidente il presidente della Provincia a convocare al più presto la “task force” coinvolgendo parti sociali e Regione». (a.f.)
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