I sindacati pungono il Comune

20 Aprile 2023

«In ritardo pagamenti e rinforzi d’organico, non si rispettano gli impegni presi»

GIULIANOVA. I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Csa (rappresentati da Eleonora Pasquini, Marco De Febis e Fabrizio Durante) con una nota congiunta tornano a parlare della situazione del Comune di Giulianova, legata alla carenza di personale e al pagamento della ripartizione del fondo 2022. Nel documento indirizzato al sindaco Jwan Costantini, all’assessore al personale Soccorsa Ciliberti e al segretario generale Francesca Vecchi vengono ricordati all’ente gli impegni assunti davanti al prefetto e si sollecitano valutazioni e pagamenti degli emolumenti, evidenziando come la situazione riguardante il personale sia sempre critica, soprattutto nei settori tecnici e nello sportello unico delle attività produttive.
«Nella prima fase di monitoraggio delle attività», dichiarano i sindacati, «constatiamo un preoccupante ritardo nella tabella di marcia relativamente alle attività pianificate». Tra le richieste avanzate, che risultano ancora per nulla o parzialmente soddisfatte, i sindacati evidenziano: la redazione e la notifica delle schede di valutazione dei dipendenti per l’anno 2021, ancora da compilare in alcuni uffici e scaduta per l’anno 2022; l’assegnazione degli obiettivi legati al ciclo della performance per il corrente anno, che deve essere effettuato entro il 30 aprile; il riavvio, sempre entro fine mese, della procedura concorsuale relativa all’assunzione di uno specialista tecnico; la conclusione fissata al 30 maggio dei concorsi riguardanti l’assunzione di due impiegati categoria D, di un geometra e di un collaboratore tecnico; lo sblocco dell’applicazione sistematica degli strumenti di valorizzazione del personale; la corresponsione dei buoni pasto con cadenza mensile entro maggio.
«Il soddisfacimento delle richieste», sottolineano i sindacalisti, «costituisce il presupposto indispensabile per il ripristino del benessere organizzativo. In mancanza di un concreto riscontro, nel rispetto dei tempi stabiliti saremo costretti a riaprire lo stato di agitazione, oltre che ricorrere ad ogni altro mezzo contrattuale e legale, al fine di soddisfare i diritti dei lavoratori». (s.g.)