I sindaci a Conte: «Basta ritardi, agisci»

4 Settembre 2020

D’Alberto: abbiamo detto al premier che serve coraggio, va subito completata l’approvazione delle norme necessarie

TERAMO. «Non si è trattato di una passerella ma di un vero e proprio confronto durante il quale abbiamo ribadito la nostra fermezza e la nostra determinazione, soprattutto ora che, in virtù dell'operato del commissario Legnini, il percorso della ricostruzione pare prendere la giusta direzione». È quanto dichiarato dal sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo Gianguido D'Alberto che ieri pomeriggio ha partecipato alla riunione a Roma sullo stato della ricostruzione post sisma 2016/17, presieduta nel cortile di palazzo Chigi dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Riunione alla quale erano presenti i presidenti delle Regioni interessate, il commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini, il presidente dell’Anci Nazionale Antonio Decaro, i presidenti delle Anci regionali e i sindaci dei territori coinvolti.
«Presa, seppur tardivamente, consapevolezza della ricostruzione sostanzialmente ferma nei Comuni colpiti dal terremoto del 2016, ora bisogna avere coraggio e completare il quadro normativo necessario per ricostruire le nostre città», ha detto D'Alberto, «dopo quattro anni in cui i sindaci sono rimasti inascoltati, lo scenario è cambiato, grazie soprattutto al lavoro del commissario alla ricostruzione Legnini che, assumendo il ruolo di commissario dei sindaci, per i sindaci, ha finalmente messo in atto un'azione di sinergia tra tutti i livelli di governo». Un patto che, per D'Alberto, deve tradursi «nell'approvazione, attraverso il decreto semplificazioni in fase di conversione e il decreto rilancio 2, delle norme fondamentali mancanti. Parliamo dell'aumento e stabilizzazione del personale, proroga dello stato di emergenza, norme per la ricostruzione sociale ed economica, destinazione di parte del recovery fund alla ricostruzione e ulteriore accelerazione sulla ricostruzione pubblica». Per il sindaco di Teramo, dunque, la priorità adesso è quella di definire il pacchetto normativo necessario a far partire concretamente la ricostruzione in comuni che aspettano da troppo tempo. «Non possiamo chiedere fiducia, collaborazione, speranza e responsabilità a un territorio stremato da quattro anni di attesa», conclude, «se non c'è fiducia e collaborazione reciproca tra i livelli locali e centrali delle istituzioni. Non consentiremo più che si abusi della dignità dei nostri territori e dei nostri cittadini».
LEGNINI. «Abbiamo necessità di completare questo processo normativo già ben avviato con il dl semplificazioni e il dl rilancio 2. L'uso del Recovery Fund è un'ipotesi, fermo restando che non abbiamo un problema finanziario per l'immediato, visto che ci sono nove miliardi. Ma attorno ad una ricostruzione di qualità, sicura, sostenibile e con borghi connessi digitalmente, si può costruire un progetto da sottoporre alla votazione del governo anche sull'uso del Recovery Fund». Così il commissario al sisma Giovanni Legnini al termine dell'incontro a Palazzo Chigi.
MARSILIO. Non è mancata la nota polemica: durante l’incontro a Palazzo Chigi il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha consegnato a Conte una lettera nella quale scrive: «Ho appena appreso, con grande rammarico, che gran parte degli emendamenti al decreto “Semplificazioni”, concernenti alcune misure di accelerazione e snellimento delle procedure di ricostruzione pubblica e privata, sia per il cratere sismico del 2016 che per quello del 2009, sono stati respinti dalle commissioni riunite 1ª e 8ª del Senato. Si trattava di misure predisposte dai direttori degli Uffici speciali per la ricostruzione, nonché dai dirigenti tecnici del Comune dell’Aquila, all’esito di un percorso condiviso con il sottoscritto. Gli emendamenti erano stati presentati da rappresentanti dell’opposizione e della maggioranza». Marsilio continua chiedendo a Conte «di compiere ogni sforzo necessario per inserire nel maxi-emendamento che il Governo presenterà a breve sul Dl Semplificazioni» le proposte in questione, e auspicando che queste «possano trovare un positivo accoglimento».
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