I sindaci chiedono chiarezza «I cittadini devono sapere»

12 Maggio 2017

Brucchi: «Solo così fermeremo la psicosi e le ipotesi fantasiose che circolano» Mastromauro: «Troppe notizie contraddittorie, bisogna fare luce sull’accaduto»

TERAMO. «L'allarme è rientrato, ma gli effetti negativi non si fermano». Il sindaco Maurizio Brucchi descrive così la situazione successiva alle 12 ore di panico in cui l'acqua del Ruzzo è stata dichiarata non potabile. Anche dopo il superamento dell'emergenza, con la comunicazione dei rassicuranti risultati delle analisi dell'Arta e la revoca del divieto di potablità, l'ufficio istruzione pubblica del Comune è stato subissato di telefonate. «I genitori volevano sapere se nelle mense scolastiche si cucinava con l'acqua del rubinetto», racconta il sindaco, «o se i loro figli potevano portare in classe il panino». Il superamento della fase critica, insomma, non ha affatto tranquillizzato la popolazione. «Non ho dubbi sul fatto che l'acqua sia potabile», tiene a precisare Brucchi, «ma i cittadini non si fidano». Per riportare tranquillità tra la gente è necessaria chiarezza. «Che sia successo qualcosa è innegabile anche se nessuno finora se ne è assunto la responsabilità», sottolinea Brucchi, «di sicuro il sistema ha dimostrato di essere fin troppo cedevole». È necessario, dunque, accertare i fatti. «A prescindere dalle iniziative della magistratura», annuncia il sindaco, «come prima autorità sanitaria del territorio avvierò tutte le attività utili a chiarire quanto accaduto ed evitare che si ripetano situazioni del genere». Solo la trasparenza farà tornare la fiducia dei cittadini nell'acqua del Ruzzo. «Va detto quello che è accaduto», conclude Brucchi, «anche perché così girano solo ipotesi fantasiose che alimentano la psicosi».
A Giulianova il sindaco Francesco Mastromauro convocherà un consiglio comunale apposito sulla crisi idrica. «Bisogna assolutamente, in sede istituzionale e con la presenza dei vertici di Ruzzo, Asl e Arta dare conto di quanto accaduto», afferma, «troppe le notizie contraddittorie, poca la chiarezza». I cittadini devono essere informati. «Non è mia intenzione creare allarmismi o alimentare psicosi e non voglio gettare la croce addosso a nessuno», chiarisce Mastromauro, «ma è accaduta una cosa gravissima e bisogna far luce, sgomberando il terreno dai dubbi che ci sono, sono tanti e reputo legittimi». Anche il sindaco di Pineto Robert Verrocchio sollecita trasparenza: «Sono tanti i cittadini che si rivolgono al Comune con le idee poco chiare riguardo a quanto avvenuto, ma abbiamo ricevuto le medesime comunicazioni e le stesse raccomandazioni che hanno potuto leggere loro». Verrocchio ha preso atto del rientro dell'allarme «ma è cruciale che le autorità spieghino quanto avvenuto: perché le istituzioni, soprattutto nel campo della salute pubblica, non devono generare dubbi sul loro operato».
A detta del consigliere provinciale del Pd Maurizio Verna, «quello che accade sotto il Gran Sasso va affrontato una volta per tutte». I dubbi vanno risolti sgombrando il campo dalle incertezze. «La Provincia deve avere un ruolo fondamentale», evidenzia, «mettendo tutti i portatori di interesse attorno ad un tavolo, anche permanente, per trasformare i punti interrogativi in risposte». Il circolo del Pd di Isola del Gran Sasso sollecita la convocazione di un consiglio comunale e propone di aumentare sia i livelli di sicurezza di Istituto di fisica nucleare, Ruzzo e Strada dei Parchi, che i controlli degli enti locali e le informazioni ai cittaidini. Sinistra Italiana annuncia un'interrogazione parlamentare. «Sono anni ormai dal primo caso di inquinamento nel 2002», affermano i segretari regionale e provinciale, Daniele Licheri e Stefano Ciccantelli, «e invece di fare prevenzione si rincorrono le emergenze e non si ricercano responsabilità e trasparenza».
Gennaro Della Monica
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