I sindaci: lo stop alle trivelle è una vittoria per tutto l’Abruzzo

6 Febbraio 2015

I primi cittadini di Bellante, Campli e Mosciano insieme al presidente della Provincia soddisfatti per la decisione del Tar su Colle dei Nidi. Di Salvatore: sentenza pilota che blocca anche altri progetti

TERAMO. Non è un semplice un precedente giuridico ma un atto pilota che intacca un progetto petrolifero più ampio, destinato a superare anche i confini abruzzesi. Di questo sono convinti i sindaci di Mosciano, Bellante e Campli che, sostenuti dal comitato “No Triv” e in seconda battuta dalla Provincia, si sono visti accogliere dal Tar del Lazio il ricorso contro i sondaggi per la ricerca di idrocarburi a Colle dei Nidi.

Quella striscia di terra di 83 chilometri quadrati che abbraccia undici comuni e sconfina nelle Marche, con la sentenza emessa il 28 gennaio, è diventata il simbolo della battaglia contro le multinazionali del petrolio e del gas che, come in un enorme Risiko, si spartiscono il territorio per impiantarci le loro trivelle. Il Tar ha riconosciuto che l’autorizzazione rilasciata dalla Regione con l’avallo del governo, entrambi opposti ai tre Comuni nel procedimento aperto nel 2013, non poteva prescindere dal parere delle amministrazioni locali interessate. «La sentenza è significativa non solo per il principio affermato», spiega Enzo Di Salvatore, docente universitario di diritto costituzionale impegnato nel comitato “No Triv”, «ma perché Colle dei Nidi s’incastra con altri progetti che diventano strategici».

Il pronunciamento del Tar, insomma, ha cancellato il tassello di un grande mosaico che, ad esempio, si estende fino a Porto d’Ascoli dov’è prevista la costruzione di una centrale di compressione dei gas estratti nelle aree interne. «Per la prima volta l’intervento del tribunale amministrativo ha riguardato i sondaggi in terraferma», aggiunge Di Salvatore, «e la sentenza rappresenta un precedente per i procedimenti avviati su altri nove siti in Abruzzo». La decisione di bloccare i sondaggi a Colle dei Nidi ha prodotto echi anche negli Stati Uniti anche perché è considerata una sorta di vittoria di Davide contro Golia. «E' stato riaffermato il diritto delle comunità locali ad autodeterminarsi nelle scelte che definiscono il loro modello di sviluppo», sottolinea il sindaco di Bellante Mario Di Pietro, «qualcuno l'ha intepretata come una resistenza al progresso, ma in realtà è una battaglia contro una scelta che va nella direzione opposta alla nostra idea di valorizzazione del territorio». Le amministrazioni locali guardano all’agricoltura, all’enogastronomia e al patrimonio ambientale e artistico come elementi di crescita dell’economia e li ritengono ovviamente incompatibili con le trivelle che perforano il terreno alla ricerca di petrolio o gas»

«Questo primo importante risultato apre la strada alla possibilità delle comunità locali di esprimersi anche stravolgendo decisioni che arrivano dall’alto e le riguardano», fa notare il sindaco di Mosciano Giuliano Galiffi, «ed è importante che i Comuni non siano soli nel rivendicare questo diritto». Al fianco delle tre amministrazioni cittadine si è schierata la Provincia, ma solo nella fase terminale del procedimento davanti al Tar. «La giunta precedente aveva deliberato di non volersi costituire in giudizio», ricorda il presidente Renzo Di Sabatino, «abbiamo revocato quella decisione e stabilito che invece saremo presenti in tutti i processi». «La Provincia è contro l'aggressione al territorio», scandisce Di Sabatino, «che ha vocazioni molto diverse dalle attività estrattive». Il presidente riafferma il principio secondo cui le scelte sullo sviluppo del territorio devono essere affidate «agli abitanti e alle amministrazioni locali» e lancia un monito alla politica nazionale. «Non è possibile che i Comuni debbano affrontare battaglie legali», osserva, «mentre altrove si prendono decisioni diverse». Di Sabatino ne fa una questione di «qualità e forza della rappresentanza» nelle istituzioni nazionale e chiede «linee di condotta uguali su questo territorio e a Roma».

Gennaro Della Monica

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