I sindaci: più potere ai dirigenti scolastici

6 Novembre 2020

Il comitato ristretto chiede alla Regione che siano gli istituti a decidere quando tenere le classi a casa

TERAMO. La situazione dei contagi in provincia, arrivati ormai a quota 2.390, diventa ogni giorno più critica e c'è il rischio di dover reperire almeno 400 posti letto. È quanto emerso ieri pomeriggio durante il comitato ristretto dei sindaci, nel corso del quale è stato anche chiesto alla Asl di predisporre un protocollo, da sottoporre all'ufficio scolastico regionale, che ponga in capo ai dirigenti scolastici invece che ai sindaci la decisione di attivare la didattica a distanza nel caso in cui in una classe venga riscontrato un caso di positività al Covid-19. E questo anche nel caso in cui la positività venga fuori da un tampone effettuato in un laboratorio privato.
«Nella riunione del comitato ristretto, è stata unanimemente ribadita la responsabilità che i sindaci devono assumere in maniera condivisa, aldilà di schieramenti e posizioni, nella difficile situazione attuale, in cui si paventa il rischio di un aumento del contagio da coronavirus a livelli di difficile gestione da parte del sistema sanitario», ha commentato il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, «e abbiamo condiviso la richiesta, da me già avanzata alla Regione nella veste di presidente regionale dell'Anci, di fare chiarezza sulla situazione dei tamponi effettuati nei laboratori privati». Il comitato ristretto ha condiviso anche la richiesta della convocazione urgente di un tavolo scolastico regionale, dell'esecuzione di tamponi rapidi per il personale scolastico e della messa a sistema dei laboratori privati con l'emanazione di un'ordinanza regionale.
Alla riunione ha partecipato anche il sindaco di Giulianova Jwan Costantini, che ha assicurato la disponibilità dell'ospedale della città costiera a fare la propria parte. «Alla luce dei contagi attualmente attivi sul territorio teramano», ha detto Costantini, «sarà necessario uno sforzo comune per sopperire alla grande emergenza e garantire un'adeguata assistenza sanitaria a chi ne ha bisogno, in termini di posti letto disponibili nelle strutture ospedaliere della Provincia».
Alessia Marconi
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