I sindaci snobbano l’assemblea anti-crisi

Ne erano presenti solo 17 su 47, riunione rinviata a oggi. Di Bonaventura: dobbiamo progettare il futuro del Teramano
TERAMO. I sindaci prendono sotto gamba l’invito della Provincia a costituire una task force per “pensare” il futuro del sistema produttivo teramano e intercettare risorse per il rilancio. Sui 47 sindaci, o loro delegati, della provincia, ieri mattina nella sala polifuzionale in cui era convocata l’assemblea, ne erano presenti solo 17. Troppo pochi per la validità della seduta, per cui è necessaria la metà più uno. Così fra i borbottii di malcontento di molti, la seduta è stata riconvocata a stamattina alle 9,45 quando, in seconda convocazione, non sono necessari numeri così alti.
L’assemblea dei sindaci è chiamata a costituire tavoli di lavoro “tematici” per definire progetti da mettere sul tavolo della contrattazione di Regione, Governo ed Europa. L’iniziativa, che ha raccolto l’unanimità dei consensi nel consiglio provinciale di mercoledì, è stata suggerita anche dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil che «hanno presentato proposte per affrontare le difficoltà e le fragilità che sul piano sociale, economico e infrastrutturale, incombono su questa provincia», commentano Giovanni Timoteo e Fabio Benintendi, segretari rispettivamente di Cgil e Cisl, «l’obiettivo è aprire un “laboratorio progettuale” con specifici tavoli sui diversi settori, industria, turismo, infrastrutture, edilizia, sanità, aree interne welfare con la partecipazione di rappresentanti di istituzioni, imprese, lavoratori, dell’Università».
«Vogliamo progettare la provincia del futuro», commenta il presidente Diego Di Bonaventura, «dobbiamo recuperare il tempo perso, finora le divisioni non hanno portato a progettualità condivise. La crisi causata dalla pandemia si inserisce su una situazione di difficoltà precedente, ad esempio per le infrastrutture. Pensiamo a tre tavoli progettuali, per la costa, la collina e la montagna, che possano trovare finanziamenti. Bisogna osare, dobbiamo tornare a fare come fecero Gaspari, Aiardi, Salini, che hanno lasciato il segno».
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