«I soldi per l’ospedale giuliese ci sono»

21 Maggio 2017

Lo assicura D’Alfonso all’incontro in municipio ma «serve un tavolo per analizzare i dati e decidere che metterci dentro»

GIULIANOVA. I soldi per il nuovo ospedale ci sono ma cosa metterci dentro sarà deciso da un tavolo tecnico che vedrà insieme Regione, Comune e rappresentanti qualificati dei cittadini. Questa la sintesi dell’incontro istituzionale che si è svolto ieri a Giulianova a cui ha partecipato il governatore Luciano D’Alfonso. L’incontro era stato richiesto dal sindaco Mastromauro che da mesi spende energie per raccogliere consensi a livello regionale per fare quadrato sulla proposta di un ospedale di primo livello sulla costa.
«Il sistema sanitario provinciale è sottodimensionato», ha detto Francesco Mastromauro, «la mobilità passiva è in crescita e non ci sono offerte di eccellenza. Il piano di riforma deve tenere conto di questi dati e pensare di istituire due ospedali per acuzie, uno a Teramo e il secondo sulla costa». «Il destino dell’ospedale dell’area vasta della costa e della sua organizzazione saranno oggetto di uno scrupoloso, laborioso e mirato tavolo di confronto dal quale usciranno elementi di verità, elementi di rispetto e precise impostazioni per il futuro», ha detto D’Alfonso che ha poi rassicurato anche in merito ai soldi necessari per la realizzazione della nuova struttura: «Ci sono le risorse di competenza e quindi l’investimento si farà», ha detto il governatore riferendosi al nuovo ospedale di Giulianova, «ma cosa ci vogliamo mettere dentro? Siamo sicuri che c’è un fabbisogno reale? Siamo sicuri che poi i cittadini sceglieranno di curarsi nell’ospedale sotto casa?». Domande che saranno sciolte dal tavolo tecnico che si insedierà già ai primi di giugno.
Secondo Franco Arboretti, consigliere comunale del Cittadino Governante, i numeri per l’ospedale di primo livello sulla costa ci sono e rispettano gli standard richiesti dal decreto Lorenzin. «L’ospedale di primo livello ci spetta per numero di abitanti che assicura un bacino di utenza adeguato», ha detto Arboretti, «adesso il pronto soccorso di Giulianova regitra 25mila accessi l’anno e 27 mila sono gli accessi registrati negli ospedali di Atri e Sant’Omero. E’ ‘evidente che se si fanno due ospedali di primo livello gli altri due nosocomi devono essere chiusi». E qui si pone il problema vero di questa vicenda che secondo Mastromauro è il nodo da sciogliere: «Per migliorare la qualità della sanità della nostra provincia ci vuole coraggio», ha detto il sindaco, «non possiamo più pensare ad un bancomat della sanità ma ad un sistema di eccellenze in grado di dare risposte adeguate ai cittadini e ai pazienti».
Molto accorato l’intervento di Anna Braca che ha voluto prendere la parola per raccontare la sua vicenda personale, costretta da anni a rivolgersi alle strutture sanitarie del nord, che ha criticato aspramente il depotenziamento del presidio giuliese. All’incontro hanno partecipato tra gli altri il manager della Asl Roberto Fagnano, il direttore dell’agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli, il consiglieri regionali Luciano Monticelli e Giorgio D’Ignazio. Per i comuni dell’area vasta erano presenti i sindaci di Notaresco e Morro d’Oro e il vicesindaco di Mosciano.
MIrella Lelli
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