L’EMERGENZA

I suicidi in cella finiscono sul tavolo del ministro

TERAMO. La catena di suicidi che si è registrata negli ultimi giorni nel carcere di Castrogno ha spinto la deputata radicale Rita Bernardini a rivolgere una interrogazione al ministro della Giustizia,...

TERAMO. La catena di suicidi che si è registrata negli ultimi giorni nel carcere di Castrogno ha spinto la deputata radicale Rita Bernardini a rivolgere una interrogazione al ministro della Giustizia, Paola Severino. «Nelle prime ore della mattina del 29 giugno un detenuto 44enne, di origini italiane, si è suicidato impiccandosi nella cella del carcere di Teramo, dove era detenuto per reati vari, con le lenzuola in dotazione» scrive la Bernardini che riporta nel testo dell'interrogazione anche il commento del segretario generale Uil penitenziari, Eugenio Sarno: «È il 24esimo suicidio in cella di questo 2012, questa strage silenziosa non può non toccare e turbare le coscienze di tutta la società, politici, tecnici, cittadini, operatori della stampa hanno il dovere morale di interrogarsi sulla cause e chiedere conto ai responsabili politici e amministrativi del nostro sistema penitenziario». Nel frattempo nel carcere teramano si verificava il secondo suicidio, quello della badante etiope Tereke Lema Alefech condannata a 18 anni per l'omicidio della collega Gabriella Baire. «Le due tragedie chiamano in causa i gravissimi problemi della casa circondariale teramana» scrive la deputata «il sovraffollamento (ci sono 430 reclusi a fronte di una capienza di 270), la carenza di personale (ci sono 178 agenti ma la pianta organica, vecchia di dieci anni, ne prevede 202) e l’inadeguatezza della struttura, che in que sti giorni di grande caldo si trasforma in un autentico forno. Mi chedo se il governo intenda intervenire finalmente in modo adeguato per interrompere la mattanza delle morti e dei suicidi in carcere e, in particolare, per quel che riguarda il carcere di Teramo, se non ritenga di dover fornire urgentemente ulteriori approfondite informazioni – soprattutto in termini di responsabilità - sulla situazione che si è via via venuta a creare». (b.g.)