I tabaccai: «Noi servizi essenziali, niente Green pass»

TERAMO. A partire dal primo febbraio, il governo sta valutando la possibilità di introdurre l’obbligo di Green pass anche per l’accesso alle tabaccherie.«Una intenzione gravissima quella del governo...
TERAMO. A partire dal primo febbraio, il governo sta valutando la possibilità di introdurre l’obbligo di Green pass anche per l’accesso alle tabaccherie.
«Una intenzione gravissima quella del governo di escludere le tabaccherie dai servizi essenziali, non esentate dalla certificazione verde», sottolinea con una certa preoccupazione Gianluca Grimi, titolare di un bar tabacchi nei pressi della stazione ferroviaria a Giulianova e presidente regionale di Assoturismo, «non si tratta di una preoccupazione economica inerente alle vendite di gratta e vinci o sigarette: il punto che più mi preme, è la valenza sociale della questione». Secondo Grimi infatti, al di là dell’«arcaicità del nome», come lui stesso la definisce, le tabaccherie, ad oggi, sono a tutti gli effetti classificabili come “aziende multiservizi”. «Noi tabaccai eroghiamo servizi essenziali, in esclusiva o in supplenza dell’apparato principale di erogazione», continua Grimi, «che sono marche da bollo, ricariche telefoniche ed internet, codici acquisto ma soprattutto pagamento di bollette delle utenze, delle pubbliche amministrazioni, ricariche di carte prepagate e poste pay. Si consideri che non tutte le famiglie hanno internet a casa, ed anche se molte bollette possono essere pagate alle Poste, al contempo sono tante persone che lavorano fuori casa tutto il giorno, o che hanno necessità di un riscontro immediato di pagamento, da trasmettere alle società erogatrici dei servizi: solo le tabaccherie sono in grado di offrire questo servizio, di cui beneficiano, specie nelle aree interne e nei piccoli centri, anche gli anziani che devono essere necessariamente guidati in questo genere di operazioni telematiche». Infine, una considerazione anche sull’aspetto legato all’ordine pubblico: «Come non prevedere effetti terribili nel caso in cui, ad esempio, un’addetta dovesse negare l’erogazione di un servizio essenziale a persone già fragili, o in situazioni di instabilità a causa delle problematiche che stanno vivendo? Il governo sta toccando un terreno pieno di incognite e con troppa leggerezza».
Uno stato di agitazione diffuso, sollevato dalle associazioni di categoria a livello nazionale, ma anche nel Teramano dal presidente della Fit (Federazione italiana tabaccai) Mario Ippolito, titolare di una rivendita di tabacchi a San Nicolò a Tordino: «I nostri vertici sindacali stanno negoziando con i rappresentanti del Governo la possibilità di fare un passo indietro, o comunque di poter avere un margine di tolleranza più ampio nei nostri confronti; si consideri che le tabaccherie, in particolare nel Teramano, sono tutte a conduzione familiare o del singolo: difficilmente ci sono i dipendenti, che potrebbero eventualmente occuparsi del controllo dei Green pass all’ingresso».
Stefania Gervasini
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