I tecnici atriani accusano Felicione

9 Giugno 2015

«L’assessore ha sparlato di noi in consiglio, non può permettersi»

ATRIA. Scontro tra tecnici e Comune sui piani urbanistici di Atri. In una nota l’Apta (associazione professionisti tecnici abruzzesi) in riferimento al consiglio comunale dello scorso 28 maggio accusa l’assessore alla cultura Domenico Felicione di «aver fatto delle affermazioni a dir poco lesive» della professionalità dei tecnici locali in risposta all'intervento del capogruppo di opposizione Alfonso Prosperi, che evidenziava come il settore dell'edilizia ad Atri fosse in crisi anche a causa della mancata approvazione dei nuovi strumenti urbanistici. Felicione con veemenza avrebbe detto – continua la nota – che «i tecnici continuano a chiedere notizie sui piani nonostante questi abbiano ottenuto quattro premi nazionali». L’assessore dice che i tecnici «sono stati sempre ostili, anche in corso di redazione dei piani», e che «lo svuotamento del centro storico ha radici lontane».

L'Apta risponde così a tali dichiarazioni: «L'assessore Felicione è risentito perché i tecnici (o meglio l'Apta) hanno chiesto più volte notizie sull'iter di approvazione dei nuovi piani (Prg, piano particolareggiato del centro storico, piano parco agricolo, piano gestione Sic) e sostiene che la lungaggine di approvazione durata più di tre anni è solo da attribuire alla Regione. Aveva ben ragione l'Apta ad insistere a chiedere notizie! Gli assessori di turno rispondevano sempre in maniera vaga dicendo "siamo in dirittura di arrivo" o "manca pochissimo" senza riferire il reale stato delle cose e cioè che i piani non potevano essere approvati perché in contrasto con il Piano regionale paesistico, cosa a loro ben nota». Il documento prosegue: «Sul riferimento di Felicione che in passato i piani hanno impiegato venti anni per essere approvati, sarebbe interessante conoscere a quale di questi si riferisce in dettaglio giacché risulta che nessun piano abbia mai avuto un iter di approvazione così lungo. Comunque, i tecnici atriani non sono scontenti dei premi conquistati, ma lo sono perché non c'è ancora un piano operativo, che risponda alle reali esigenze del territorio». Il documento si conclude così: «Del risentimento verso la nostra figura professionale non comprendiamo la motivazione, è certo che la nostra categoria non permette a nessuno di sparlare tanto facilmente contro di sé».

Domenico Forcella

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