I test di massa in provincia al via la prossima settimana

È stato deciso nella riunione fra Regione, Asl e comitato dei sindaci. Oggi nuovo incontro Di Giosia: «Sensibilizzeremo la popolazione». D’Alberto: «La Regione fornisca il supporto»
TERAMO. Lo screening di massa sulla provincia di Teramo partirà la prossima settimana, con la speranza che ci sia un'adesione più alta di quella registrata nell'Aquilano.
E' quanto emerso ieri pomeriggio nel corso di una riunione tra la Regione, la Asl e il comitato ristretto dei sindaci nel corso della quale è stata confermata la volontà di procedere allo screening con i tamponi rapidi su tutto il territorio regionale. A confermarlo è il manager della Asl Maurizio Di Giosia. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo dato avvio alla fase organizzativa», ha detto il direttore generale, «a questa riunione, in questi giorni, ne seguiranno altre e procederemo anche con una campagna massiva di sensibilizzazione». Perché lo screening sia efficace, infatti, serve l'adesione di massa della popolazione, in modo da poter avere una reale fotografia della situazione sul territorio. Da qui la necessità di chiamare a raccolta i cittadini, con un'apposita campagna di comunicazione. «Nella riunione con Asl e Regione è stata confermata la volontà di procedere, dopo l'Aquila, su tutto il territorio regionale a partire da Teramo», ha commentato il sindaco Gianguido D'Alberto, «per quel che mi riguarda ho ribadito come per un risultato ottimale si dovrebbe riuscire a testare a tappeto tutta la cittadinanza, come avvenuto a Bolzano, ovviamente tenendo fuori categorie come i bambini sotto i sei anni o quelli che hanno già contratto il virus». Ovviamente per riuscire ad effettuare lo screening a tappeto sarà necessario sia che la Regione fornisca un adeguato numero di test sia che venga in messa in campo un'organizzazione sanitaria adeguata.
Ed è proprio per questo che già questa mattina ci sarà un nuovo incontro tra i sindaci e la Asl, con l'obiettivo di iniziare a ragionare sui punti dove sarà effettuato lo screening e sul personale sanitario da schierare per l'effettuazione dei test di massa. «Ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere», ha aggiunto il sindaco, «come il numero dei tamponi che sarà messo a disposizione e il numero di operatori sanitari che saranno impiegati nello screening. E' chiaro che se non ci dovessero essere garanzie su questi due punti dovremo pensare a un'operazione di tipo chirurgico, concentrandoci sulle categorie più a rischio. Sabato sarò all'Aquila come Anci per vedere l'organizzazione messa in campo ma il nostro obiettivo resta quello di uno screening di massa. A fronte della situazione che sta vivendo il territorio, con il tracciamento ormai saltato e senza dati sulle sorveglianze attive, i test di massa sono l'unico modo per avere il quadro della situazione sul territorio». Ma, ha precisato il sindaco, da soli non bastano: «In questi giorni dovremo anche affrontare la questione, una volta effettuata la fotografia della situazione attraverso lo screening su come organizzare il dopo e su come gestire un eventuale aumento del numero dei positivi».
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