I valori del rugby per i detenuti

L’Amatori Teramo farà allenamenti a Castrogno: giocano anche le donne
TERAMO. Avanzare, pressare, sostegno, fiducia e rispetto. Cinque parole per racchiudere i valori di uno sport che l’Amatori Rugby Teramo cercherà di trasmettere a reclusi della casa circondariale di Teramo attraverso il progetto di riabilitazione sportiva "Whiti Te Ra" (Il sole splende di nuovo). L’iniziativa, presentata ieri nelle sezioni femminile e maschile del carcere, ha riscosso grande curiosità e scatenato una marea di domande dai detenuti. Dopo i saluti di Elisabetta Santolamazza, capo-area trattamentale del carcere, hanno raccontato le esperienze nella scena del rugby nazionale Angelo Trombetta, presidente comitato abruzzese Fir, Antonio Colella, tecnico comitato regionale Fir, Marco Riccioni, capitano nazionale under 18, Mariacristina Tonna, responsabile nazionale Fir attività femminile e Serena Tancredi. «E’ il primo progetto in Italia a coinvolgere anche la sezione femminile del carcere. Negli allenamenti di giugno e luglio verrà effettuata un’introduzione al rugby con la pratica del Rugby Touch, nella quale il contatto è minimo e ci si concentra sulle fasi di gioco e la tecnica», spiegano Ilene Vetrini e Marianna Di Addario, affiancate da allenatori e altri componenti della Teramo Rugby, «Alla fine dei due mesi sarà realizzato il famoso "terzo tempo" (incontro conviviale post gara, ndr), con cui chiuderemo questa prima fase pilota, nella speranza di riuscire a settembre a far crescere una squadra di detenuti che possa giocare nel campionato, come in altre realtà italiane». (c.d.g.)
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