I vicini: Giovanni si lamentava per le spese del figlio

I racconti dei condòmini e dei residenti di via D’Annunzio «Brave persone, Giuseppe non lavorava ma si arrangiava»
SILVI. Al numero civico 47 di via Dante Alighieri Giovanni Di Martino, 73 anni, e sua moglie Anna Ramogida, 77 anni, vivevano ormai da qualche anno, dopo essere rientrati dalla Svizzera dove lui aveva lavorato per una vita. Da un anno era tornato anche il figlio Giuseppe, 43 anni, laurea in architettura, che era stato molto tempo in Brasile dove aveva gestito un bar. I vicini raccontano di « alti e bassi nella coppia» ma mai di urla che potessero far pensare a delle violenze.
Il vicino Mario Di Credico racconta quello che è successo la notte prima del diverbio. «La scorsa notte si sono cominciati a scaldare gli animi forse per una spesa inopportuna consegnata poco prima da un corriere», dice, «Giovanni era un tipo parsimonioso e forse non ha accettato qualche spese inopportuna. Fino a cinque anni fa eravamo amici poi i rapporti si sono incrinati a causa di incomprensioni». I vicini raccontano che tre mesi fa l’anziano aveva avuto problemi di salute dopo una caduta dalle scale. Da quell’episodio non camminava più bene e usciva poco da casa. Tra i residenti delle varie palazzine del complesso residenziale c’è chi si avvicina sul posto della tragedia in sella ad una bicicletta. Un anziano dice: «Sono sconcertato per quello che è successo». Un altro anziano seduto su una panchina all’ombra di un platano davanti all’abitazione dei Di Martino dice: «Il figlio di Giovanni era da tempo senza lavoro, il padre era crucciato perché faceva delle spese poco oculate». La vicina Lucia Di Massimo passa poco distante dalla piazzola ed esclama: «Chi poteva aspettarsi una cosa del genere? Se non si va d’accordo sotto lo stesso tetto familiare occorre andarsene via» .
Qualche palazzina poco più distante dal luogo il residente Gianni Comignani racconta: «Il figlio Giuseppe era molto legato alla madre e non era in buoni rapporti con il padre. Vivevano insieme da quando è tornato da un viaggio in Brasile, erano persone educate e gentili con tutti. Negli ultimi mesi la caduta di Giovanni ha influito sicuramente sull’ equilibrio familiare. Lui aveva vertigini e non riusciva a camminare bene come prima. Non abbiamo mai sentito delle urla o schiamazzi provenire dal loro appartamento». Alessandro Giuseppetti, un altro condomino, aggiunge: «Giuseppe lo vedevo spesso con le cuffiette e mi salutava mentre andava a fare una passeggiata, non lavorava ma si prestava a fare un po’ di tutto. È una persona molto generosa e sempre disponibile con tutti».
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