I vongolari bocciano il ripascimento della costa

Il Cogevo: «La Regione progetta di prelevare sabbia a un miglio dalle spiagge e questo creerebbe danni incalcolabili all’ecosistema, deve ripensarci»
GIULIANOVA. Il Cogevo Abruzzo, il consorzio dei vongolari, lancia l’allarme sul ripascimento delle spiagge annunciato dalla Regione. In una nota il presidente del consorzio Giovanni Di Mattia chiede di «poter conoscere le modalità attuative del progetto finalizzato all’escavo della sabbia per la creazione di una mega spiaggia di alimentazione». Il Cogevo contesta in maniera ferma le modalità di esecuzione dei lavori legati al progetto proposto nel corso della conferenza regionale della pesca, in quanto è previsto il prelievo della sabbia ad un miglio dalla costa. «Un danno alla fauna marina senza precedenti», afferma Di Mattia, «in un una zona marina dove si riproducono diverse specie».
Secondo il Cogevo il progetto regionale andrebbe a effettuare prelievi in un ambito marino già classificato come zona di ripopolamento della risorsa vongola grazie a una specifica e mirata attività finanziata dalla stessa Regione Abruzzo avente come obiettivo l’attività di spostamento e semina. Di Mattia sottolinea: «Auspichiamo che venga presa in considerazione la soluzione proposta dal Cogevo Abruzzo e cioè che l’escavo della sabbia venga effettuato, come nelle precedenti esperienze, all’interno della fascia dei 300 metri dalla costa, previo trasferimento delle vongole con autorizzazione ministeriale, evitando così di vanificare gli effetti del ripopolamento della risorsa vongola costato anni di sacrifici in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico di Teramo».
Di Mattia ritiene che sia possibile un ripascimento diverso e con minori costi, evitando la distruzione di un settore sano come quello della pesca delle vongole. «È doveroso ricordare», aggiunge, «che lo stesso progetto di ripascimento fu presentato alla conferenza regionale della pesca nel gennaio 2016 e la proposta fu bocciata con parere negativo dell’intera commissione, risultando evidente che il prelievo della sabbia a un miglio dalla costa avrebbe arrecato danno alla risorsa».
Secondo il Cogevo le procedure adottate contrastano con tutte le delibere precedenti. «Ora», sottolinea Di Mattia, «non sono stati presi in considerazione gli interessi in gioco come la tutela della vongola, la salvaguardia del territorio di pesca, la tutela della costa e delle esigenze turistiche. Sarebbe paradossale e incomprensibile che mentre i pescatori da una parte sposano il ‘Salvamare’ del ministro dell’ambiente Costa con la raccolta della plastica durante l’attività lavorativa, dall’altra la Regione distrugge l’habitat incurante dell’economia del mare e in particolare di tutta la costa teramana sperperando denaro pubblico per interventi inutili ed inefficaci». Il Cogevo si rivolge all’assessore Emanuele Imprudente e al sottosegretario Umberto D’Annuntiis per ottenere dei chiarimenti al riguardo.
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