I vongolari minacciano la Regione: «Stop al prelievo di sabbia o denunciamo»

30 Aprile 2021

Diffida del Cogevo dopo il sopralluogo in mare con i tecnici dello Zooprofilattico Il consorzio: «Finora siamo stati ignorati, adesso ci rivolgiamo alle autorità»

GIULIANOVA. Il Cogevo, attraverso il presidente Giovanni Di Mattia, torna all’attacco e diffida la Regione Abruzzo in merito ai prelievi di sabbia nelle zone ritenute ad alta densità riproduttiva delle vongole, prelievi previsti per effettuare i ripascimenti sulle spiagge. Il consorzio si è rivolto allo studio legale dell’avvocato Ernestina Portelli di Martinsicuro, esperta in diritto della navigazione, per far valere le proprie ragioni e lanciare un vero e proprio ultimatum all’ente. Con lettera circostanziata Di Mattia ha integrato le osservazioni già rappresentate con nota del 12 aprile 2021 replicando così in via definitiva alla missiva regionale del 29 marzo 2021 avente per oggetto “lavori di ripascimento”.
Il Cogevo sottolinea che a seguito di diniego da parte della Regione allo spostamento dei siti di prelievo di sabbia, giustificato dall’esclusione di un’incidenza tra ripascimento e attività di ripopolamento e semina eseguite dal Consorzio nel 2018 e 2020, è stato incaricato l’Istituto Zooprofilattico di Teramo per la verifica della presenza di vongole proprio nelle aree identificate per il prelievo di sedimenti. Il consorzio, con l’ausilio del personale dello Zooprofilattico, il giorno 16 aprile ha effettuato un’uscita esplorativa in mare, partendo dal porto di Giulianova, per monitorare il sito interessato attraverso due “cale”. Le operazioni ricognitive avrebbero rivelato la presenza di vongole vive, vitali e ben strutturate rispetto alla loro taglia. «Addirittura», sostiene Di Mattia, «abbiamo constatato la presenza di risorsa in quantità superiore al valore di riferimento indicato dal Piano di gestione nazionale per draghe idrauliche per una buona attenzione sui banchi naturali di vongole, come si evince dalla relazione redatta». Il Cogevo ricorda di aver già contestato la verifica effettuata dal servizio opere marittime della Regione che evidenziava «l’assenza di interferenza tra le aree di prelievo dei sedimenti e quelle utilizzate per lo spostamento delle vongole ed era stato osservato che le affermazioni non fossero corroborate da valore scientifico, ma frutto solo di ipotesi rivelatesi prive di effettivo accertamento». Il Consorzio fa presente che il proprio disappunto è rimasto inascoltato e senza risposta. Di Mattia afferma che il servizio opere marittime non ha osservato le prescrizioni del servizio gestione rifiuti, sempre della Regione, che vincolava il prelievo di sabbia alla verifica della presenza di vongole nella zona interessata all’operazione.
Il Cogevo chiede quindi per l’ultima volta di spostare i prelievi di sabbia a oltre un miglio e mezzo dalla costa, diffidando la Regione a mettere in campo le operazioni come previsto dal piano di difesa della costa e minaccia di ricorrere all’autorità competente anche per l’indennizzo relativo all’impatto ambientale provocato dal progetto di prelievo.
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