I vongolari: «È il Parco che non collabora»

4 Gennaio 2020

Il Cogevo replica ai vertici dell’Amp Cerrano: «Bocciate tutte le nostre richieste»

PINETO. Il Cogevo Abruzzo in una nota replica alle affermazioni dei vertici dell’Amp (area marina protetta) del Cerrano a commento della recente sentenza del Tar Lazio che ha respinto il ricorso del consorzio dei vongolari contro l’istituzione del Parco marino e il regolamento dell’Amp che disciplina la pesca nell’area. Il Cogevo in particolare contesta le affermazioni relative «all’asserita scarsa collaborazione dei vongolari nelle proposte di riduzione dello sforzo di pesca in zone contigue all’area protetta e la critica ai criteri di spesa del consorzio per far valere i propri diritti in sede giudiziale».
Giovanni Di Mattia, presidente del consorzio che raggruppa i vongolari della regione, ricorda: «La piccola pesca è stata sempre ammessa a svolgere attività all’interno dell’Amp sin dal primo regolamento, mentre il Cogevo Abruzzo ha ricevuto solo dinieghi. Respinte anche le richieste di riperimetrazione del Parco, di pesca sperimentale, di un corridoio di passaggio e in ultimo anche l’equo indennizzo ai pescatori come previsto dalla Regione». Di Mattia ricorda che la pesca delle vongole coinvolge circa 300 famiglie con opportunità di lavoro sul territorio per circa mille persone, e che la riduzione dello spazio con i 7 chilometri concessi per realizzare l’Amp ha influito negativamente sull’attività. Aggiunge poi: «La pretesa della riduzione dello sforzo di pesca nelle zone attigue appare davvero assurda». Di Mattia afferma che i pescatori hanno a cura la tutela del mare esattamente come il Parco e ricorda i recenti bandi vinti dal Cogevo in tema di soluzioni ecosostenibili, con attrezzatura di ultima generazione, e la partecipazione al progetto per la raccolta e rimozione dei rifiuti rinvenuti in mare durante le operazioni di pesca.
Alfonso Aloisi
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