Iachini: «Se perdo l’arbitrato lo stadio resterà chiuso per anni»

L’imprenditore: «In quel caso riconsegnerò la concessione, ma dovranno ridarmi i 5 milioni investiti Bocciate dal Comune sei mie proposte». D’Alberto: «Falso, è lui che non accetta le nostre richieste»
TERAMO. Duro botta e risposta, ieri, tra l'imprenditore Franco Iachini e il sindaco Gianguido D'Alberto sulla questione stadio Bonolis. Alle dichiarazioni del mattino di Iachini, gestore dell'impianto di Piano d'Accio tramite l'azienda Soleia, ha fatto seguito la replica di D'Alberto con una nota diffusa nel pomeriggio. Alla base della diatriba c'è il Pef (piano economico finanziario) dello stadio, per il quale è stato avviato un arbitrato tra gestore e Comune che si concluderà nei prossimi mesi.
L'ATTACCO DI IACHINI
In apertura della lunga conferenza stampa Iachini svela di avere avuto minacce di morte, lo scorso 30 settembre, da un non meglio identificato ultrà del Teramo in occasione della festa d'inaugurazione del dehors del suo ristorante, in piazza Martiri. Iachini ha denunciato l'ultrà biancorosso. Passando alle questioni legate al Bonolis, l'ex presidente del Teramo dice: «Nel corso di questo ultimo anno, insieme all'amministrazione comunale, abbiamo convenuto di privilegiare il dialogo per trovare un accordo sulle proposte del nuovo Pef, sospendendo il procedimento arbitrale. Il piano economico finanziario non è più in equilibrio e deve essere obbligatoriamente revisionato. In tre anni di trattative la Soleia si è impegnata a produrre ben sei proposte di nuovo Pef, recependo sempre le richieste avanzate dal Comune in ordine alla riduzione del canone dello stadio per la squadra principale della città». I tentativi d'intesa con il Comune, però, non sono andati a buon fine e si è perciò arrivati all'arbitrato. «Ho avanzato anche la proposta di un utilizzo dello stadio per il Teramo a canone azzerato», aggiunge Iachini, «con richiesta di proroga della concessione rispetto all'attuale scadenza del 2041. Dal Comune, però, nessun riscontro. Ha altro a cui pensare invece di occuparsi dello sviluppo del Bonolis». Per effetto del mancato accordo il canone d'affitto del prossimo anno, per il Teramo, aumenterà a 180mila euro (in questa stagione è stato ridotto a 70mila euro grazie a una sponsorizzazione della Infosat), come chiarisce l'imprenditore che, in caso di sconfitta all'arbitrato, si dice «disposto a farsi da parte e riconsegnare la concessione, riavendo però indietro i cinque milioni di euro di investimenti fatti sulla struttura. Non ci devo più rimettere soldi. Questo stadio, se dovessi perdere l'arbitrato e il Comune dovesse poi cercare un nuovo gestore, rischia di restare chiuso per anni». Iachini, infine, ribadisce di non avere responsabilità per la mancata iscrizione del Teramo in C un anno fa.
LA REPLICA DEL SINDACO
«Esprimo solidarietà a Iachini per le minacce ricevute», si legge in alcuni passaggi del comunicato stampa del sindaco D'Alberto, «e va ricordato, in primo luogo, che è stata la società Soleia a promuovere il procedimento arbitrale e che nel componimento bonario è stata sempre quest'ultima a tirarsi indietro all'ultimo momento, anche a fronte di legittime richieste dell'amministrazione. Contrariamente alle false affermazioni odierne (di ieri, ndc) mai l'attuale gestore ha proposto formalmente di fare giocare e allenare gratuitamente il Teramo al Bonolis. La squadra di calcio non può diventare la scusa per cercare di costringere l'amministrazione ad accettare un Pef non sostenibile. Fino ad oggi è stato il gestore a non accettare le richieste del Comune. Nel ribadire la volontà dell'ente di arrivare a una modifica della convenzione del 2006», conclude la nota, «la strada da seguire è quella di separare la gestione economica da quella sportiva, che deve tornare alla città e alla squadra di calcio». Poco dopo le 18,30 ecco la controreplica telefonica di Iachini, che annuncia: «I miei legali risponderanno alle infondate dichiarazioni del sindaco e agli errori esposti nel suo comunicato».
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