Ictus, a Teramo pazienti dalle Marche

7 Dicembre 2015

Le due Asl stanno per firmare un accordo: le trombolisi sui malati di una parte della regione vicina si eseguiranno al Mazzini

TERAMO. Pazienti controcorrente. Se è ormai scontato pensare a un flusso costante di pazienti che dalla provincia di Teramo per alcune malattie vanno a farsi curare nelle Marche, adesso viene codificato anche il contrario. E’ quanto accade per la radiologia vascolare del Mazzini da anni ormai punto di riferimento in regione per gli ictus in fase acuta e iperacuta.

E adesso lo diventerà anche per le basse Marche. Il primario della radiologia, Vincenzo Di Egidio, l’unità operativa complessa in cui è inserita quella semplice di radiologia vascolare diretta da Edoardo Puglielli, annuncia che la Asl di Teramo sta per siglare un accordo di collaborazione con le Marche.

«Già sono arrivati all’ospedale di Teramo i primi pazienti, per ora ne abbiamo trattati tre», esordisce Di Egidio, che ha fatto il suo esordio proprio come responsabile di questa unità, per poi diventare primario radiologo a Pescara e quindi tornare nella radiologia di Teramo, «si sta infatti siglando un accordo con l’area vasta del Sud delle Marche per il trattamento endovascolare degli ictus. Tutto è nato in occasione di un congresso sull’ictus in cui con i colleghi marchigiani abbiamo discusso della possibilità di avviare questa collaborazione in quanto loro in quell’area non hanno un neuroradiologo interventista. Ora l’accordo è all’attenzione dei due direttori generali che sigleranno l’intesa». Sostanzialmente la radiologia vascolare fa procedure mini-invasive per via percutanea, senza bisogno di effettuare un accesso chirurgico. E' il reparto in cui si curano gli ictus con la trombolisi, cioè una disostruzione endovascolare in anestesia totale, che si pratica dopo la terza ora quando il trattamento farmacologico non è più possibile o non ha sortito l’effetto desiderato.

E’ un trattamento in cui il Mazzini è terzo in Italia (dal 2009 ne sono state fatte più di 150), dopo gli ospedali di Modena e Firenze. Basti pensare che da agosto, cioè da quando Di Egidio è tornato a Teramo, sono stati trattati 20 aneurismi e Mav (malformazioni arterovenose) cerebrali e 15 ictus per via endovascolare, tutti provenienti dall’Abruzzo e dalla parte bassa delle Marche. «Uno degli aspetti positivi è che questo flusso, che nei fatti già esiste, contribuisce ad invertire la tendenza alla mobilità passiva verso le Marche», fa notare il primario, «è il risultato di un lavoro di equipe che si svolge con gli anestesisti e rianimatori, neurologi, neurochirurghi e con il pronto soccorso a cui arrivano le emergenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA