Idea di gestione condivisa per lo stadio “Bonolis”

Il concessionario Cantagalli e il presidente del Teramo calcio Campitelli presentano al sindaco la proposta di utilizzo dell’impianto per sport e concerti
TERAMO. Le tensioni sembrano archiviate. Il gestore dello stadio “Bonolis” Sabatino Cantagalli e il presidente del Teramo calcio Luciano Campitelli a quanto pare hanno sotterrato l’ascia di guerra e si preparano a una gestione condivisa dell’impianto di Piano d’Accio. Ne hanno parlato ieri mattina con il sindaco Gianguido D’Alberto illustrandogli il piano che aprirebbe una nuova era sia nei loro rapporti, in passato spesso turbolenti, che nell’utilizzo della struttura alle porte della città non solo per l’attività agonistica della prima squadra biancorossa.
L’intesa comprende un maggior utilizzo a fini sportivi dell’impianto da parte della società di Campitelli, che finora ha pagato l’affitto a Cantagalli per allenamenti e partite, ma prospetta anche un’estensione del suo sfruttamento anche per iniziative d’intrattenimento come concerti e altri eventi che esulano dal calcio. Si tratta di un’idea ancora allo stato embrionale ma il gestore e il presidente l’hanno comunque condivisa con il sindaco appena eletto anche perché qualunque modifica sostanziale nella gestione dello stadio deve passare al vaglio del Comune che ne è proprietario. «C’è la massima disponibilità a favorire l’utilizzo ottimale dell’impianto», sottolinea D’Alberto, «innanzitutto per l’attività sportiva del Teramo calcio, ma sulla proposta presentata restano da verificare aspetti tecnici e giuridici». Il sindaco, dunque, raccoglierà i pareri di tecnici e legali dell’ente in riferimento agli spazi di manovra esistenti nella convenzione con cui il “Bonolis” fu a suo tempo affidato a Cantagalli, imprenditore che partecipò al project financing per la sua realizzazione insieme all’allora presidente del Teramo Romano Malavolta jr. «Il Comune non è soggetto terzo in un’iniziativa del genere», tiene a precisare il primo cittadino, «può e deve intervenire». A D’Alberto, oltre alla migliore gestione dello stadio, preme un altro aspetto. «Va consentito a tutte le società sportive», chiarisce, «di operare nelle stesse condizioni».
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