«Idea improponibile, L’Aquila è lontana e diversa da noi»

12 Settembre 2015

TERAMO. «Improponibile». Il sindaco Maurizio Brucchi valuta così l'accorpamento della prefettura di Teramo all'Aquila da attuare entro dicembre del 2016. Il decreto fa scattare l'immediata reazione...

TERAMO. «Improponibile». Il sindaco Maurizio Brucchi valuta così l'accorpamento della prefettura di Teramo all'Aquila da attuare entro dicembre del 2016. Il decreto fa scattare l'immediata reazione del primo cittadino. Brucchi, che già nelle settimane scorse aveva anticipato il rischio di un'ulteriore penalizzazione dell'area teramana contenuto nel provvedimento di riorganizzazione del ministero dell'Interno, chiama a raccolta i suoi colleghi e i parlamentari abruzzesi. «Discuteremo con chi ci rappresenta in parlamento», spiega il sindaco, «delle politiche del governo per il territorio».

La cancellazione di due prefetture in Abruzzo, prevista dal piano, secondo Brucchi rappresenta un sacrificio sproporzionato in confronto ai tagli indicati per altre regioni. L'accorpamento di Teramo all'Aquila, in particolare, comporterebbe difficoltà ben maggiori rispetto a quello tra Chieti e Pescara. «Ci sono problemi di carattere logistico dovuti alla distanza e alle caratteristiche geografiche delle due province», spiega il primo cittadino, «che rendono quanto meno complessa questa operazione». Brucchi tiene precisare che non si tratta di "difendere il campanile" ma di frenare un'emorragia che avrebbe ripercussioni negative sulla sicurezza dei cittadini. All'accorpamento delle prefetture, infatti, seguirebbe anche la cancellazione della questura e del comando provinciale dei vigili del fuoco. «Non può essere che dall'Aquila si diano disposizioni», evidenzia, «che riguardano un territorio così ampio e difficile».

Con il supporto di parlamentari e sindaci Brucchi intende valutare iniziative tese a ottenere la revisione del piano. Alla richiesta di chiarimenti e di un eventuale ripensamento sulla soppressione della prefettura di Teramo era finalizzata anche la lettera che il primo cittadino ha indirizzato al premier Matteo Renzi non appena ebbe le prime avvisaglie relative a come sarebbe stata riorganizzata la presenza degli uffici del governo sul territorio. La risposta alla missiva, però, non è mai arrivata: anzi, il rischio denunciato dal primo cittadino è diventato più concreto e imminente con l'emissione del decreto presidenziale sottoposto al vaglio dei sindacati nazionali. «Renzi avrebbe dovuto rispondere a un sindaco che spesso è costretto a fare l'esattore delle tasse per suo conto», afferma Brucchi, «e che dovrebbe essere consultato su scelte di questo genere. Se l'obiettivo è fare economia», conclude, «allora sono d'accordo con la Lega: cancelliamo tutte le prefetture e trasferiamo le competenze ai sindaci». (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA