Iervelli: post-sisma, diamoci una mossa

20 Ottobre 2019

L’imprenditore eletto all’unanimità dall’assemblea presidente dell’Ance, resterà in carica tre anni. Succede a Falone

TERAMO. Ricostruzione, legge urbanistica regionale e prezziario: sono tre punti nevralgici che il nuovo presidente dell’Ance Teramo intende affrontare per risollevare il settore edile. Ieri mattina all’unanimità è stato eletto a capo dell’associazione costruttori edili il teramano Ezio Iervelli, 56 anni. Sposato con Antonetta, due figlie, Lorenza e Lara, Iervelli è stato vicepresidente dell’Ance ed è attualmente presidente della Cassa edile, incarico che lascerà fra un paio di mesi. Fra gli altri ruoli che ha ricoperto, è stato presidente della Scuola edile. E’ titolare insieme al fratello Franco della Iervelli Costruzioni. Iervelli, che resterà in casi tre anni, succede a Raffaele Falone, che nel suo bilancio ha sottolineato fra l’altro la crescita nel numero degli associati. «Proseguiremo tutte le iniziative per sollecitare le amministrazioni ad attuare i tanti programmi di opere finanziate e per tutelare le imprese sul fronte della riscossione dei crediti», annuncia Iervelli, in quale precisa che continuerà nell’opera del suo predecessore. «Purtroppo a distanza di anni ancora parliamo di dare seguito alla ricostruzione, anche quella del terremoto del 2009. Ultimamente pare che gli uffici si siano allertati, ma di fatto i lavori non sono partiti come dovrebbero», osserva il presidente, «In provincia facciamo registrare un aumento della manodopera di circa il 6% che però è un trend nazionale: da qui si capisce che la ricostruzione ha portato poco o niente. Nella sfortuna di aver avuto il terremoto avrebbe potuto essere una risorsa per l’economia della provincia».
Iervelli cita dati della Cassa edile: nel 2008 in provincia il monte salari era 48 milioni e 6mila erano gli addetti, 2016 è sceso a 24 milioni e gli addetti erano tremila. Nel 2019 (l’anno della Cassa edile inizia il 1° ottobre e si chiude a settembre) monte salari è salito un po’, a 27 milioni, così gli addetti: 3.300. «Con la ricostruzione del 2009 e del 2016 si poteva tornare ai tempi d'oro, prima della crisi. Insomma, diamoci una mossa», ribadisce. Collegato, un altro nodo da sciogliere, secondo Iervelli. «C’è un problema di prezziario per le opere. Ne è stato fatto uno per il sisma del Centro Italia, che però è del 10-15% inferiore a quello regionale abruzzese, ancor più a quello marchigiano. Non si capisce perchè questa differenza». C’è poi da «rivedere la legge urbanistica regionale, sono 20 anni che non viene aggiornata». In generale in provincia «gli appalti pubblici sono sempre meno, l'edilizia privata è quasi ferma e le imprese più piccole sono quelle che soffrono di più». In quest’ottica «ben venga la costruzione di un nuovo ospedale visto che mettere a norma e aggiustare il vecchio costerebbe di più. Creerebbe indotto ma non dimentichiamo che sono i medici a fare l'eccellenza».
L’assemblea ha anche eletto il nuovo consiglio direttivo composto da: Vittorio Beccaceci; Giuseppe Cingoli; Luciano Cioci; Alessandro D'Eugenio; Armando Di Eleuterio; Ambrogio Luciano Di Filippo; Agostino Di Giannatale ; Diego Di Sabatino; Andrea Fabbii; Raffaele Falone; Orazio Maiorani; Andrea Malvoni; Pasqualino Marano; Luigi Mattucci; Carlo Palumbi;Francesca Persia; Emiliano Pompa; Armando Porcinari; Eddy Rastelli e Alessandro Scarpantonii.
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