Il 93enne innamorato del mare è tornato sulla spiaggia giuliese

9 Maggio 2020

GIULIANOVA. «Il mare è un farmaco e io mi sento come se fossi rinato». Parole di Pasquale Di Marco, il 93enne meglio conosciuto come “Il vecchio e il mare” che, dopo oltre due mesi di assenza dovuti...

GIULIANOVA. «Il mare è un farmaco e io mi sento come se fossi rinato». Parole di Pasquale Di Marco, il 93enne meglio conosciuto come “Il vecchio e il mare” che, dopo oltre due mesi di assenza dovuti all’emergenza Covid, è tornato a far visita al suo amato mare giuliese. «Non ce la facevo più a stare rinchiuso solo in casa a Poggio San Vittorino, mi ero intristito a forza di ascoltare le notizie sul coronavirus in tv: questo terribile virus rappresenta per me una punizione che ci ha mandato Dio, perché gli uomini sono cambiati nel corso degli anni... c’è troppo egoismo e si sono persi quei valori sani e autentici di una volta, ad esempio il senso della famiglia».
Di Marco continua: «Con tutto quello che ho passato quando ero ragazzo in tempo di guerra, non avrei mai potuto immaginare di tornare a vivere un periodo così terribile e di essere privato della mia libertà. Certo, la guerra è assai diversa da quello che accade oggi: ricordo ancora il suono dell’allarme prima che gli aerei sganciassero le bombe. Noi giovani di allora andavamo a scavarci delle caverne dove ci rifugiavamo quando avvenivano questi bombardamenti per non morire. Ora, con tutte le precauzioni del caso, come mascherina e guanti, e rispettando le regole sulla distanza di sicurezza, sono tornato da solo in spiaggia a contemplare il mare in tutta la sua bellezza. La prima cosa che ho fatto appena arrivato in spiaggia? Ho buttato un bacio verso il mare. Ogni tanto», conclude Di Marco, «qualche cittadino giuliese si ferma a fotografarmi o semplicemente a scambiare quattro chiacchiere con me: mi vogliono tutti molto bene qui a Giulianova. Questo mi riempie di orgoglio e gioia, mi dà un senso di benessere. Per una persona anziana come me la solitudine potrebbe rivelarsi letale».
Stefania Gervasini
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