«Il Bim deve tener conto delle quote rosa»

3 Febbraio 2022

TERAMO. Entro il 7 marzo i 26 sindaci del Bim, il consorzio dei Comuni del Vomano e del Tordino, dovranno rieleggere la decaduta assemblea consortile nominando in totale 37 consiglieri. L’assemblea,...

TERAMO. Entro il 7 marzo i 26 sindaci del Bim, il consorzio dei Comuni del Vomano e del Tordino, dovranno rieleggere la decaduta assemblea consortile nominando in totale 37 consiglieri. L’assemblea, successivamente, eleggerà un presidente che a sua volta avrà facoltà di nominare da sei a otto assessori. La Commissione per le pari opportunità della Provincia di Teramo rivolge un appello ai sindaci «affinché non si proceda frettolosamente a rinnovare gli organi di gestione di un consorzio totalmente a controllo pubblico, come è il Bim, senza che venga rispettato il criterio di riparto previsto dalla normativa. Con il rischio di dover poi necessariamente tornare indietro». La Cpo provinciale sottolinea che «purtroppo, fino ad oggi, il Bim Teramo ha totalmente ignorato il tema della legittima rappresentanza di genere. Nell’ultima assemblea consortile, infatti, su 37 consiglieri solo sette erano donne (invece delle 11 previste dalla legge) così come nel vecchio esecutivo, composto dal presidente e da sei assessori, figurava un’unica donna invece di due (la percentuale di rappresentanza di genere da rispettare è di almeno il 30%)».
La commissione avverte il Bim che se non rispetterà le disposizioni di legge «si opporrà con forza invocando l’illegittimità e chiedendo l’immediato intervento del prefetto e della presidenza del Consiglio».