Il Bim: non graviamo sui cittadini

7 Febbraio 2015

«Il nostro scioglimento penalizzerebbe ancora le zone interne»

TERAMO. «Il consorzio non grava in alcun modo sulla finanza pubblica e sulla collettività». La direzione del Bim Vomano- Tordino risponde all'attacco del consigliere regionale Riccardo Mercante, il quale ha presentato una proposta di legge finalizzata allo scioglimento del consorzio. L'esponente del M5S ha dichiarato come il mantenimento del Bim sia troppo oneroso per i Comuni di appartenenza, in virtù delle spese per il personale e come gli introiti del consorzio potrebbero essere suddivisi più equamente tra i Comuni.

Ma il Bim respinge le critiche, affermando che, in base alla legge, lo scioglimento dello stesso Bim spetta ai Comuni del consorzio, ed evidenziando l'utilità dei servizi offerti. «Grazie all'azione intrapresa dal consorzio», si legge in una nota, «l'Enel ha pagato l'Imu e l'Ici sui propri impianti relativi alle annualità 2006-2011 per un totale di 4 milioni e mezzo di euro, tutti regolarmente confluiti nelle casse dei Comuni, e dal 2012 versa annualmente circa 800.000 euro l’anno». Tra le attività effettuate dal Bim, il consorzio ricorda la realizzazione di un asilo nido all'avanguardia, la contrazione di mutui per la realizzazione di opere pubbliche per un totale di quasi 7 milioni e la programmazione per il 2015 di investimenti per oltre un milione, oltre alla promozione di servizi sociali sul territorio.

«Si comprende facilmente che lo scioglimento del consorzio, auspicato dal consigliere Mercante», continua la nota, «andrebbe a marginalizzare ulteriormente le aree interne e comporterebbe per i Comuni l’onere del rimborso dei mutui contratti». Infine il Bim precisa come il costo del personale (5 dipendenti più un addetto stampa part-time) sia pari al 10% della spesa corrente, e che non vi siano dirigenti, consulenti, collaboratori esterni e nessun contenzioso, neanche in materia di lavori pubblici ed espropri. (s.p.)

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