Il Braga accetta il Parco della scienza

Il presidente Valente e il direttore Paci si accordano con Brucchi: «Il terremoto non ci ha dato nessuna alternativa»
TERAMO. Non c'è alternativa immediata alla collocazione del Braga nell'ex Parco della scienza. Nonostante le perplessità più volte manifestata dalla dirigenza e dal comitato civico di sostegno all'istituto musicale, i circa 350 studenti e i 28 insegnati si trasferiranno al più presto nei locali della Gammarana che fino a qualche mese fa hanno ospitato il museo della fisica e dell'astrofisica. L'assenso al trasloco è arrivato ieri mattina al termine di un incontro tra il sindaco Maurizio Brucchi, il presidente del Braga Sergio Quirino Valente e il direttore Federico Paci. La collocazione nell'ex Parco della scienza, che nelle intenzioni del Comune diventerà una "cittadella della musica", è comunque considerata temporanea. Risponde all'emergenza creata dal terremoto che ha assestato il colpo di grazia alla già precaria stabilità dell'ex convento benedettino di piazza Verdi, che l'istituto era tornato da pochi giorni a occupare dopo un anno e mezzo di esodo, rendendo per di più inagibili anche le aule libere del Comi utilizzati dagli studenti del conservatorio durante il passato anno accademico.
In centro resteranno solo gli uffici amministrativi dell'istituto. Il Comune li ospiterà in quattro locali di sua proprietà dietro l'auditorium di Santa Maria a Bitetto, nei pressi di piazza del Sole. Il comitato pro Braga ha insistito fino all'ultimo per il trasferimento alla Molinari, struttura più centrale e spaziosa che avrebbe soddisfatto meglio le esigenze di iscritti e docenti, ma l'emergenza creata dal sisma sugli edifici pubblici e in particolare su alcune scuole ha di fatto bloccato questa prospettiva che già in partenza era stata accolta con forte scetticismo dal sindaco.
«Non è una questione di puntiglio o un dispetto», puntualizza Brucchi, «la Molinari deve restare come valvola di sfogo. Superata questa situazione non è detto che l'istituto non possa andare lì». Le pressioni critiche del comitato non hanno trovato riscontro. "Parlo con le istituzioni», si limita a evidenziare Brucchi, «ma tra me, il presidente e il direttore non c'è mai stata contrapposizione: questa soluzione l'abbiamo trovata insieme e d'accordo». Il primo cittadino fa notare che «qualcuno vuole farmi passare per disinteressato al Braga», per cui ricorda le iniziative avviate per l'istituto e quelle che saranno messe in campo nell'immediato futuro, a cominciare dall'incontro con il sottosegretario all'Istruzione Angela D'Onghia programmato per la prossima settimana. Valente definisce la nuova collocazione un «tetto d'emergenza» che scongiura il blocco delle lezioni. «Non c'è altro», osserva, «il terremoto non ci ha dato il tempo di attuare i nostri programmi, ci ha bombardato». Come spazio da occupare per un periodo più lungo i vertici del Braga puntano sui locali dell'ex Archivio di Stato in corso Porta Romana, di proprietà demaniale. I tempi non si prevedono brevi, ma «la procedura con il demanio è già stata avviata», sottolinea Paci, «e comunque finora non abbiamo saltato un solo giorno di lezioni». Il direttore calca l'accento anche sul peso storico del Braga: «È uno dei conservatori più vecchi d'Italia, ha 122 anni, lo dobbiamo difendere». L'approdo finale resta il ritorno in piazza Verdi dopo il recupero dell'ex convento. «Quella», conclude il sindaco, «tornerà ad essere la sede del Braga».
Gennaro Della Monica
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