Il Cai: «Franchetti chiuso per i lavoratori in nero»

Un’ispezione nel rifugio ha accertato l’occupazione irregolare degli addetti Smentita la versione del gestore che accusava il Comune di negargli la licenza
PIETRACAMELA. «La chiusura del rifugio Franchetti sul Gran Sasso non è dipesa dalla mancanza della licenza d’esercizio che non sarebbe stata rilasciata dal Comune di Pietracamela, ma dalla visita degli ispettori del lavoro che hanno constatato l’irregolare occupazione dei lavoratori con l’allontanamento degli stessi. La burocrazia questa volta non ha nessuna colpa e la circostanza imputata al Comune è palesemente una “ fake news”».
Si apre così la nota stampa del presidente della commissione centrale rifugi e opere alpine Giacomo Benedetti e del presidente della sezione Cai di Roma, proprietaria del rifugio, Daniele Funicelli. Dichiarazione che va a smentire la motivazione data dal gestore del Franchetti Luca Mazzoleni che aveva affermato di «dover chiudere per colpa della burocrazia», ripresa poi dai i social e dai media e oggetto anche di un’interrogazione parlamentare.
Il 2 settembre scorso, infatti, l’edificio situato a 2400 metri tra il Corno piccolo e il Corno grande ha chiuso la sua attività con un mese di anticipo rispetto al calendario stagionale. Per Mazzoleni tale decisione era dipesa dalla mancanza della licenza di esercizio. Ma Benedetti e Funicelli tengono a precisare i fatti «poiché sono state riportate molte inesattezze» e nel comunicato riportano che «il giorno 2 settembre il rifugio Franchetti ha ricevuto la visita degli ispettori del lavoro che hanno dichiarato che dai controlli effettuati attraverso i sistemi informatici è risultato che per nessuno dei lavoratori è stata effettuata la prevista comunicazione di assunzione né è stata data prova di attivazione di prestazione occasionale accessoria». Sulla richiesta della licenza che Mazzoleni avrebbe fatto al Comune, Benedetti e Funicelli tengono a precisare che «nessuna licenza è stata mai richiesta da parte del gestore del rifugio», arrivando alla conclusione che «l’anticipata chiusura non è ascrivibile né all’azione del Comune né alla responsabilità del Cai di Roma, ma a una determinazione del titolare della gestione del rifugio in seguito alla visita degli ispettori».
Mazzoleni, contattato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Il sindaco di Pietracamela Michele Petraccia è intervenuto sulla sua pagina Fb chiarendo che «è clamorosamente infondata la notizia che mette in correlazione la chiusura del rifugio con una inadempienza dell'amministrazione a guida del sottoscritto, che anzi sta garantendo già massimo impegno e disponibilità per risolvere l'annosa vicenda in collaborazione con il gestore della struttura».
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