Il “cannibale” di Pineto va a giudizio

9 Maggio 2014

Accoltellò una donna perchè voleva mangiarle i piedi, ma per i consulenti era incapace di intendere e volere

ROSETO. Incapace di intendere e di volere al momento del fatto, ma processualmente capace e non pericoloso socialmente: i tecnicismi giuridici del codice di procedura definiscono il rinvio a giudizio di Luca Michelucci, il 24enne operaio di Pineto che nel novembre 2011 ferì gravemente a coltellate una donna che correva in pineta perché, così disse dopo l’arresto, voleva mangiarle i piedi. Il giovane andrà a processo per tentato omicidio: lo ha deciso ieri il gup Domenico Canosa. Prima udienza nel gennaio 2015 davanti ai giudici del tribunale in composizione collegiale. Michelucci (difeso dall’avvocato Antonino Orsatti), dopo un periodo trascorso all’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, attualmente è in una comunità protetta con una misura di libertà vigilata.

In un caso come questo è evidente che siano le consulenze psichiatriche a definire l’iter giudiziario. E molteplici sono state quelle a cui è stato sottoposto Michelucci. Per quella della procura è risultato incapace di intendere e di volere, socialmente pericoloso e processualmente incapace. Di diverso avviso è stato il consulente nominato dalla parte civile (l'impiegata comunale di Pineto accoltellata a novembre mentre stava facendo footing e rappresentata dagli avvocati Renzo Di Sabatino e Mario Del Principe): per quest’ultimo il giovane è processualmente capace, in grado cioè di partecipare ad un processo. A queste si è aggiunta la consulenza disposta dal tribunale nell’ambito dell’ incidente probatorio dopo che lo stesso Michelucci, nel corso dell’udienza di convalida, aveva ammesso di aver tentato di uccidere la donna per mangiarle i piedi. Consulenza, quella del gip, che ha dichiarato la totale incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. Sull'operaio, accusato di tentato omicidio premeditato e aggravato, si sono espressi anche i servizi psichiatrici del carcere che avevano definito Michelucci «un soggetto schizofrenico con dei rilievi di cannibalismo e necrofilia». L'aggressione avvenne nella pineta: qui l'uomo attese l'arrivo della donna, un'impiegata comunale di 40 anni, che stava facendo una passeggiata. La colpì con più coltellate sfiorandole il cuore e un polmone. La vittima venne salvata dall'arrivo di un passante.L’uomo venne rintracciato dopo una notte di ricerche vicino alla stazione dei carabinieri di Silvi. E fu proprio ai carabinieri che confessò di aver aggredito la donna con l’intenzione di ucciderla e mangiarle i piedi.

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